Ex Selca, al via la bonifica: camion da aprile

Firmato il contratto per la rimozione di 3mila tonnellate di rifiuti. Ad aprile i primi camion verso la Germania dopo anni di stallo
Una panoramica dall'alto dell'area della Ex Selca a Berzo Demo © www.giornaledibrescia.it
Una panoramica dall'alto dell'area della Ex Selca a Berzo Demo © www.giornaledibrescia.it
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I soldi ci sono, il cronoprogramma pure: dopo anni di limbo, i primi camion che libereranno la ex Selca da una distesa di rifiuti pericolosi partiranno da Forno Allione ad aprile. Eccola la «sorpresa» dell’uovo di Pasqua bresciano: ad annunciarla ufficialmente e a recapitarla al Comune di Berzo Demo è l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione.

Dopo promesse, tavoli tecnici, carte che si rincorrevano e un sito diventato nel tempo simbolo dell’impotenza istituzionale, qualcosa si muove davvero. La Curatela fallimentare ha sottoscritto il contratto con la società Geiger di Agnosine, che si occuperà del cantiere, della rimozione, del confezionamento e dell’invio all’estero dei rifiuti. E soprattutto: è arrivata in Regione la notifica per la spedizione transfrontaliera in Germania. Un atto formale, ma decisivo.

L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Maione, durante una visita dell'Ex Selca © www.giornaledibrescia.it
L'assessore regionale all'Ambiente, Giorgio Maione, durante una visita dell'Ex Selca © www.giornaledibrescia.it

«Oggi la bonifica dell’ex Selca non è più un’ipotesi, ma un impegno mantenuto. Abbiamo ricevuto l’atto che rappresenta il primo passo formale al via libera definitivo alla rimozione dei rifiuti», dice Maione. Il tono è quello delle occasioni da marcare. «È il momento che il territorio aspettava da decenni. Il contratto è firmato e la società ha presentato giovedì la notifica per la spedizione transfrontaliera. Mancano solo gli ultimi passaggi formali di verifica da parte di tutte le autorità coinvolte, compreso il land tedesco dell’Assia, per far partire i primi camion. È l’inizio della fine di un’era di incertezza».

Il programma

Il primo lotto vale 3.000 tonnellate. A metterci subito i soldi è la Curatela, con uno stanziamento da 2,1 milioni di euro che copre questa fase iniziale. Poi il resto: 3,9 milioni dal Fondo Comuni Confinanti, un milione dai canoni idroelettrici, due milioni già messi a bilancio da Regione Lombardia nel novembre 2025. Una dote complessiva che supera gli otto milioni e che dovrebbe garantire continuità all’intervento.

Alcuni dei rifiuti collocati all’interno della ex Selca © www.giornaledibrescia.it
Alcuni dei rifiuti collocati all’interno della ex Selca © www.giornaledibrescia.it

Il cronoprogramma, almeno sulla carta, è serrato: allestimento del cantiere, scavo, confezionamento dei rifiuti in big bags, quindi il trasporto verso un deposito sotterraneo a Heringen, in Germania. Tre mesi stimati per rimuovere e trasferire il primo blocco di materiale. Geiger coordinerà le operazioni, con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza nelle fasi più delicate: movimentazione, carico, viaggio oltreconfine.

Resta l’ultimo passaggio burocratico, quello che coinvolge le autorità italiane e tedesche. Senza quel via libera, i camion non partono. Ma il dato politico è che il dossier – per anni rimasto incagliato tra fallimenti, competenze spezzettate e responsabilità diffuse – oggi ha una filiera definita.

Ferita aperta

«La politica ha il dovere di dare risposte e, dopo anni di stallo, anche in questa partita stiamo dimostrando che con determinazione, vicinanza ai territori e coordinamento i problemi si risolvono. La Valle Camonica torna protagonista della propria rinascita ambientale. Abbiamo promesso la bonifica e ora la stiamo realizzando» rivendica l’assessore, sottolineando il lavoro con Prefettura, Comune di Berzo Demo, Provincia, Ats Montagna e Arpa Lombardia.

La ex Selca non è solo un sito industriale dismesso. È una ferita aperta nella memoria della Valle Camonica, un perimetro recintato che per anni ha raccontato più le lentezze delle istituzioni che le soluzioni. Se il calendario sarà rispettato, aprile segnerà l’inizio di una fase nuova: meno carte, più camion. E, almeno questa volta, con una scadenza scritta nero su bianco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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