Europa Verde, «per la Bs-Edolo meglio l’elettrico come in Tirolo»

La decisione presa in Austria riaccende il dibattito sui treni ecologici e così Europa Verde chiede un dietrofront alla Regione
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Brescia-Iseo-Edolo, il Tirolo dice no all'Idrogeno
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Il treno a idrogeno? Meglio perderlo che realizzarlo. Ne è convinta la Regione Tirolo che ha deciso di fare retromarcia e abbandonare il progetto per la ferrovia della Zillertal.

Esattamente quello che dovrebbe fare, secondo Europa Verde, anche la Lombardia per la Brescia-Iseo-Edolo, dove i primi treni alimentati a idrogeno potrebbero iniziare però a circolare già l’anno prossimo.

Lo stop tirolese e tedesco

Nei giorni scorsi lo studio commissionato al Politecnico di Vienna ha gettato più di un’ombra sulla fattibilità dell’opera tra le montagne tirolesi, soprattutto per gli alti costi energetici. Il report ha preoccupato non poco le autorità locali, tant’è che ora stanno vagliando alcune alternative, prima tra tutte l’elettrificazione parziale della linea con tratte dotate di catenaria per ricaricare le batterie.

Il dietrofront del Tirolo non è peraltro un caso isolato. In Germania infatti i treni a idrogeno sono in via di sostituzione con quelli a batteria: l’unico Land tedesco che aveva deciso di sperimentare questa soluzione, la Bassa Sassonia, ha dichiarato senza giri di parole di non poter più sostenere i costi di gestione. «Aggiungiamo pure che Francia e Spagna, non esattamente gli ultimi Paesi arrivati quando si parla di ferrovie, l’idrogeno nemmeno lo prendono in considerazione», rimarcano Dario Balotta e Chiara Rossini.

E in Italia? «Dopo il no delle Fs – riferiscono i due referenti di Europa Verde Brescia – stanno andando avanti soltanto due progetti: oltre a quello della linea calabro-lucana c’è proprio la Brescia-Iseo-Edolo. Noi crediamo, anche alla luce della scelta del Tirolo, che sia necessario più che mai rivedere la decisione».

Costi di esercizio

D’altronde, proseguono, «è la Regione Lombardia stessa in una delibera del 14 novembre 2022 ad ammettere l’abnorme aumento dei costi di esercizio della linea, più 23 milioni l’anno, per far circolare i treni a idrogeno. Il peso di questo onere verrà scaricato sul futuro contratto di servizio Regione-Trenord. Si passerà da una spesa di 17,5 milioni a 40,5 milioni l’anno. E questo senza avere benefici in termini di frequenza delle corse. In una fase di tagli alla spesa pubblica questo uso irrazionale delle risorse impedirà il potenziamento e l’intensificazione dei treni regionali nel quadrante est bresciano, ossia sulle linee Bergamo-Brescia, Verona-Brescia-Milano, Brescia-Cremona e Brescia-Parma. Non solo: saranno anche impedite le molto più utili riaperture della Rovato-Iseo e della Palazzolo-Paratico».

A batteria

Che fare dunque per la Brescia-Iseo-Edolo? «Attualmente con i moderni Stadler diesel a basse emissioni il problema dello smog è modesto. La soluzione migliore resta però quella di elettrificare la linea, sulla quale mettere treni a batteria: presentano numerosi vantaggi e hanno costi di esercizio pari alla metà dei treni a idrogeno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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