Un operaio 57enne, dipendente dell’armeria Piovanelli di Lonato, stava sparando nel tardo pomeriggio di lunedì nel tunnel dell’armeria con una pistola di grosso calibro, quando il calore non dissipato di un bossolo di ottone caduto a terra durante la sequenza di tiro, ha provocato l’incendio della postazione di sparo. Il tratto di tunnel è tappezzato di pannelli fonoassorbenti, da cui sarebbe partito il rogo, come accaduto a «Le Constellation» a Crans-Montana, nel Canton Vallese, in Svizzera, a Capodanno.

La dinamica
Questi sarebbero i primi rilievi di quanto accaduto in un attimo nel tunnel dell’armeria. Il 57enne versa in gravi condizioni al Civile, dove è stato trasportato in elisoccorso, mentre altre tre persone sono state curate all’ospedale di Desenzano.
L’uomo è stato estratto dai colleghi dal tunnel ormai pieno di denso fumo tossico sprigionatosi dall’incendio. Era in arresto cardiaco e le prime manovre di rianimazione gli hanno consentito di salvargli la vita. Ora sarà una perizia svolta dai tecnici dei Vigili del Fuoco di Brescia a stabilire la causa dell’accaduto.
L’ipotesi
Il fatto che l’incendio sia avvenuto nel tunnel avvalora l’ipotesi che ad innescare il rogo possa essere stata la presenza di polvere da sparo incombusta di precedenti spari. Si tratta di un caso tipico degli impianti di tiro indoor, ovvero in galleria, situazione che rappresenta un rischio significativo per la sicurezza, principalmente legato a incendi ed esplosioni. La letteratura tecnica colloca tali rischi nella categoria Atex: il presupposto è l’accumulo di polvere incombusta espulsa dalla canna dell’arma, che tende a depositarsi a terra e sulle strutture, specialmente davanti alla linea di tiro, proprio nella zona in cui ieri è scaturito l’incendio.
I residui incandescenti provenienti dagli spari possono innescare queste polveri depositate, provocando esplosioni di tipo backdraft. La «fiammata di ritorno» è uno dei fenomeni di combustione più pericolosi che si verificano in ambienti confinati come stanze o edifici chiusi durante un incendio, quando l’ossigeno viene improvvisamente reintrodotto in un ambiente saturo di fumi combustibili e povero di aria.
I rischi
Oltre al pericolo d’incendio, come accaduto lunedì, la combustione delle polveri produce monossido di carbonio e la polvere incombusta stessa può contenere sostanze tossiche. Resta dunque fondamentale e necessario utilizzare sistemi di aspirazione industriali specifici e certificati Atex (anti-innesco) per la raccolta di polvere da sparo e bossoli. Ovviamente, il titolare della linea o del poligono deve garantire la corretta manutenzione e la pulizia periodica dell’impianto, per garantire sicurezza. E su questo agirà la perizia dei tecnici di via Scuole.



