È morto Franco Bedulli, il calzolaio dei campioni del ciclismo

È morto Franco Bedulli, il calzolaio che seppe unire due mondi lontanissimi – l’alta moda e il grande ciclismo – lasciando un segno profondo nella storia dello sport e dell’artigianato italiano.
Bedulli si è spento nella notte, a causa di uno scompenso cardiaco, nella Rsa don Pinzoni di Mompiano, dove era ricoverato da poco più di un mese. La salma riposa presso la sala mortuaria della struttura. I funerali si terranno lunedì alle 10.30 nella chiesa di san Giulio Prete al Villaggio Sereno, il quartiere bresciano dove viveva da decenni.
La storia
Nato nel Mantovano, aveva imparato il mestiere dal padre e si era formato a Milano, dove negli anni Cinquanta entrò nel celebre atelier Quintè, a pochi passi dal Teatro alla Scala. Qui realizzò scarpe su misura per dive del cinema e dello spettacolo, tra cui Maria Callas, e per Grace Kelly, per la quale vinse anche un concorso internazionale di calzatura.
Trasferitosi a Brescia, aprì una bottega in via Cremona. Fu qui che, ispirandosi alle forme delle scarpe femminili, rivoluzionò le calzature da ciclismo, introducendo una suola rigida e inclinata che assecondava la pedalata di punta. Negli anni Sessanta e Settanta divenne il calzolaio artigiano dei grandi campioni: da Jacques Anquetil a Felice Gimondi, passando per Motta, Dancelli e Boifava.
Uomo schivo e poco incline alla ribalta, non brevettò mai la sua invenzione, che venne poi ripresa dall’industria. Continuò a lavorare fino alla pensione nella sua bottega al Villaggio Sereno, con la sola soddisfazione di aver lasciato un segno indelebile nella storia dello sport e dell’artigianato italiano.
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