È Matteo Cornacchia l’operaio morto in azienda a Lograto: sesta vittima nel 2024 a Brescia

Due uomini camminano a testa bassa nel piazzale silenzioso dell’azienda. Stanno in silenzio, scuotono solo la testa.
Davanti all’ennesima morte sul lavoro non ci sono parole. Il silenzio rende la misura della tragedia senza ritorno che si è appena consumata. I mezzi di soccorso restano immobili all’ingresso del capannone, tutto è già successo. Ora c’è da interrogarsi, provare a capire, individuare eventuali responsabilità. Ma per un operaio di 46 anni, purtroppo non c’è più nulla da fare.
Ieri mattina, poco dopo le nove, Matteo Cornacchia, operaio classe 1977 di Travagliato è morto schiacciato da una lastra di metallo che si è staccata dal carroponte che stava manovrando all’interno della Siderurgica Dall’Era di cui era dipendente nella sede di via IV Novembre a Lograto. È la sesta vittima nel Bresciano dall'inizio dell'anno. A questi vanno aggiunti i quattro operai morti nel crollo del cantiere Esselunga di Firenze che abitavano nella nostra provincia.
L’incidente
Non è ancora chiaro cosa sia esattamente accaduto. Per questo sono al lavoro Carabinieri, Vigili del fuoco e tecnici della medicina del lavoro. Quello che è certo è che il pesante blocco in movimento si è improvvisamente staccato ed ha investito in pieno l’operaio, schiacciandogli la testa e uccidendolo sul colpo.
Immediatamente i colleghi di lavoro hanno lanciato l’allarme. Ambulanza e automedica sono entrate in azienda ma medici e infermieri purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
L’azienda si è fermata, i colleghi si sono raccolti in silenzio nel piazzale, impiegati e dirigenti sono arrivati dagli uffici mentre i carabinieri delimitavano la zona dell’incidente in cui si sarebbero presto iniziati gli accertamenti.
Da Brescia nella zona industriale di Lograto sono arrivati i vertici delle organizzazioni sindacali, Mario Bailo della Uil e Flavio Squassina della Cgil oltre a Massimo Bulla della Fiom. Hanno visto di persona quello che era accaduto, parlato con i colleghi dell’operaio che ancora giaceva senza vita sul pavimento, schiacciato dal pesante carico. Uscendo dal cancello su via IV Novembre hanno usato parole durissime contro l’azienda, accusata da Bailo di non aver effettuato le manutenzioni, ma anche contro la poca cultura della sicurezza e gli scarsi investimenti delle imprese per la tutela dei lavoratori.
L’indagine
Il sostituto procuratore Donato Greco ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: il datore di lavoro dell’operaio morto è stato iscritto nel registro degli indagati mentre il carroponte dal quale si è staccato il pesante carico che ha travolto e ucciso Matteo Cornacchia è stato posto sotto sequestro.
L’obiettivo, attraverso una serie di perizie tecniche, acquisizioni di documenti e registri e relazioni che dovranno produrre i Vigili del fuoco e la medicina del lavoro, è capire se l’incidente sia stato provocato da un errore umano, forse da parte dello stesso lavoratore rimasto ucciso, oppure se, come è stato ipotizzato dai sindacalisti, sia stato un cedimento delle attrezzature che non sono state manutenute nel modo corretto.
Due comunità in lutto
La tragedia ha scosso sia la comunità di Lograto, dove Matteo Cornacchia lavorava, sia quella di Travagliato, dove viveva.
«Sono profondamente dispiaciuto per il tragico accaduto - commenta il sindaco di Lograto Gianandrea Telò -. Non posso dire nulla della ditta siderurgica Dall’Era perché è una realtà che conosco poco. È un’azienda presente da molti anni sul nostro territorio e, fino a oggi, non ha mai creato problemi o polemiche. Sarà compito dei carabinieri fare chiarezza su quanto accaduto, io e tutta la comunità di Lograto possiamo solo stringerci, in questo momento di profondo dolore, attorno alla famiglia di Matteo con la speranza che catastrofi come questa non accadano più». Anche il sindaco di Travagliato, Renato Pasinetti, si stringe alla famiglia dell’operaio.
Bailo della Uil, dopo aver parlato con i colleghi di lavoro, aveva avanzato dubbi sulle condizioni di salute di Matteo Cornacchia. Ma l’azienda ha fatto sapere di essere in possesso di tutti i documenti che ne certificano l’idoneità al lavoro.
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