CronacaBassa

Comunità Shalom, a Pontoglio i casoncelli che aiutano l’inclusione

Francesco Venturini
All’inaugurazione ha preso parte anche Enrico Cerea, detto Chicco, executive chef del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio di Brusaporto
  • L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio
    L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio - © www.giornaledibrescia.it
  • L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio
    L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio - © www.giornaledibrescia.it
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  • L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio
    L'inaugurazione del pastificio della Comunità Shalom a Pontoglio - © www.giornaledibrescia.it
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Tradizione, lavoro e riscatto personale: sono queste le parole che raccontano al meglio l’inaugurazione del pastificio Shalom di Pontoglio, nuovo laboratorio della Comunità Shalom nato per trasformare una consuetudine popolare in uno strumento concreto di formazione e inclusione. Un progetto ideato nel 2024 che, dopo mesi di corsi e lavoro quotidiano, è stato inaugurato ufficialmente questo pomeriggio alla presenza dei sindaci di Pontoglio e Palazzolo, Alessandro Pozzi e Gianmarco Cossandi, dei parroci don Giovanni Cominardi e don Maurizio Funazzi e di Roberto Manenti in rappresentanza dell’Associazione Commercianti e dell’Accademia del Casoncello di Pontoglio De. Co.

Il cammino

All’inaugurazione ha preso parte anche Enrico Cerea, detto Chicco, executive chef del ristorante tre stelle Michelin Da Vittorio di Brusaporto, che ha idealmente chiuso un cerchio. Fu infatti lui, nel 2019, il giurato d’eccellenza che selezionò il miglior ripieno, diventato poi quello ufficiale del casoncello di Pontoglio De. Co. Dopo mesi di corsi specifici, per le ragazze della comunità prende ora forma un percorso di apprendimento pratico. Un cammino costruito sulla quotidianità e sulla costanza, reso possibile grazie al sostegno dei benefattori che hanno donato le attrezzature, all’accompagnamento del Comune e dell’Accademia e all’impegno diretto delle ragazze della comunità e dei volontari, protagonisti anche dei lavori necessari alla nascita del laboratorio.

Entusiasta suor Rosalina Ravasio, cuore e anima del progetto, pensato per offrire un’occupazione alle ragazze della comunità, in particolare a quelle con profili di fragilità psichiatrica che difficilmente troverebbero spazio anche in contesti lavorativi protetti. «Il sindaco ci ha chiesto se volessimo collaborare alla realizzazione di questo casoncellificio. Inizialmente ero in dubbio, ma a quei dubbi hanno risposto tantissimi volontari, che hanno contribuito a creare una solidarietà incredibile. Quando si muore, i soldi non si portano via, ma il bene che si fa resta ed è una ricchezza che vive in eterno. Alle ragazze piace questo lavoro, le vedo entusiaste perché lavorano con tanti volontari che si impegnano in maniera davvero commovente. Speriamo che anche questo possa essere utile per il loro futuro».

Parole condivise anche dal sindaco di Pontoglio, Alessandro Pozzi. «È fondamentale avere sul territorio una realtà come questa perché, innanzitutto, grazie all’Accademia del casoncello insegniamo un lavoro a queste ragazze, che si mettono all’opera tutte le settimane. In secondo luogo, perché riusciamo a valorizzare il nostro piatto tipico, il casoncello di Pontoglio De. Co».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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