A Collio sta per tornare l’antico mulino Fracassi

Dopo anni di oblio e un lungo, meticoloso restauro, il mulino Fracassi di Collio sta per tornare nel cuore del paese, pronto a raccontare alle nuove generazioni un frammento prezioso della storia rurale della Valtrompia. Grazie allo storico Roberto Ronchini e all’associazione culturale «Vivere la nostra storia», guidata da Renato Torquati, è stata avviata la fase finale del progetto: la ricollocazione dell’antico impianto lungo il torrente Bavorgo.
Il progetto
L’iniziativa rappresenta molto più di un semplice recupero architettonico: è un vero e proprio omaggio alla memoria del territorio. Il mulino, rimontato su una base metallica e mosso da un motore moderno, era stato ricostruito anni fa in modo fedele, conservando numerosi elementi originali salvati durante un lungo lavoro iniziato nel 2010. All’epoca l’impianto giaceva smontato davanti alla chiesa di San Rocco, dove era finito dopo essere stato sacrificato nel 1998 per lasciare spazio a nuovi appartamenti.
L’intervento, sostenuto dalla Comunità montana e dal Comune di Collio – ha concesso l’area per l’installazione – restituirà un pezzo di identità collettiva. L’opera di restauro ha richiesto anni di paziente impegno dal momento che il telaio, in parte marcio, è stato salvato grazie alla maestria di artigiani locali come Giannino Tonino, mentre le travi mancanti sono state sostituite con nuovo legname. Anche la parte meccanica è stata ripristinata: pulegge, ingranaggi in legno, albero e bronzine sono tornati a nuova vita, con un’attenzione certosina alla fedeltà storica. Per ricostruire il funzionamento dell’impianto i volontari si sono ispirati al mulino, ancora operativo, di Bienno, il cui gestore ha offerto consigli pratici sul funzionamento delle macine, sul bilanciamento delle pietre e sulla regolazione della frizione a leva.
Testimonianze
La storia documentata del mulino Fracassi risale almeno al 1666, quando Bartolomeo Lazzari ne avviò la costruzione. Nei secoli successivi venne inserito tra i «molini pubblici» concessi in appalto ogni anno tramite bando comunale. Era uno dei quattro impianti di Collio, ai quali se ne aggiungeva uno a San Colombano. Il mulino è stato utilizzato praticamente senza interruzioni fino agli anni Settanta, e molti ancora ricordano le donne del paese che vi si recavano con il grano nel «bastarel» per attendere la farina. Ora, grazie alla tenacia dei volontari e al supporto delle istituzioni, potrà tornare a far parte del presente non solo come oggetto da ammirare, ma come simbolo vivo di cultura, identità e memoria.
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