Cogeme, il sindaco di Erbusco tira dritto: «Liquidare le quote»

Daniele Piacentini
Mauro Cavalleri replica alle critiche di Rovato: «Pronti a destinare le risorse al territorio»
La sede di Cogeme spa - © www.giornaledibrescia.it
La sede di Cogeme spa - © www.giornaledibrescia.it
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Caso Cogeme: il sindaco di Erbusco, Mauro Cavalleri, chiede di dare seguito al Collegio Arbitrale, che ha «sancito il diritto del Comune di uscire da Cogeme spa e ottenere la liquidazione delle quote», respingendo al mittente «e con stupore» tanto le «dichiarazioni del sindaco di Rovato», Tiziano Belotti, quanto «i comunicati della società» che attraverso il presidente Giacomo Fogliata ha annunciato di volere «avviare le opportune iniziative innanzi la competente autorità giudiziaria ordinaria».

La lunga nota

Cavalleri, in una lunga nota, ricostruisce «una vicenda nata non ieri, ma nel 2017», quando il Consiglio comunale di Erbusco aveva dato l’ok alla dismissione delle quote (il 7,6%) con conseguente liquidazione. Per Cavalleri «ora Cogeme ha un solo dovere, sancito dalla sentenza: avviare le procedure per calcolare il valore delle azioni e liquidare quanto dovuto ai cittadini di Erbusco. Risorse che saranno utilizzate per opere concrete sul nostro territorio».

Di fronte alle accuse arrivate dal sindaco di Rovato, primo azionista di Cogeme con il 22%, Cavalleri è altrettanto netto: «Belotti finge di dimenticare che Cogeme non è più la "multiutility operativa" di un tempo. Come certificato dal Collegio, Cogeme è una holding di partecipazioni con una struttura interna ridotta, che non eroga più direttamente i servizi pubblici ai Comuni. La partecipazione non risponde ai criteri di "stretta necessità" pubblica perché il nesso tra il Comune e la holding è ormai "attenuato". I servizi, come l’acqua o i rifiuti, sono garantiti dai contratti di servizio e dagli enti d’ambito, non dal possesso delle azioni».

I rischi occupazionali

Un’altra stoccata riguarda poi i paventati rischi occupazionali: «Si agitano spettri – aggiunge Cavalleri – sul futuro di circa 500 lavoratori, ma 386 sono dipendenti di Acque Bresciane, che gestisce il servizio idrico integrato in autonomia, con tariffe che coprono integralmente i costi del servizio. Su Cogeme, invece, diciamolo con franchezza: se una società dovesse andare in crisi irreversibile per la liquidazione del 7%, la preoccupazione vera non dovrebbe essere la decisione legittima di un singolo socio, ma la solidità complessiva dell’assetto societario costruito in questi anni da chi l’ha governata».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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