Club 33, una storia di solidarietà tra Rodengo Saiano e Cecoslovacchia

Un’associazione bresciana nata nel lontano 1971 diventa il germoglio di un gemellaggio che cementerà i rapporti tra il Paese dell’Est e il piccolo Comune franciacortino
In Cecoslovacchia, il sodalizio nasce dopo una partita di calcio
In Cecoslovacchia, il sodalizio nasce dopo una partita di calcio
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Un’associazione bresciana nata in Cecoslovacchia. Racconta un pezzo d’Europa e di mondo il Club 33, storica associazione fondata a Rodengo Saiano nel lontano 1971. Siamo in piena Guerra Fredda, negli anni della Cortina di ferro, e una partita di calcio tra alcuni rappresentanti della Cecoslovacchia e una delegazione arrivata da Rodengo Saiano diventa il germoglio di un gemellaggio che cementerà i rapporti tra il Paese dell’Est e il piccolo Comune franciacortino.

L’idea

Dopo quell’esperienza sportiva, umana e sociale, 33 amici (da qui il nome del gruppo) iniziano a lavorare sul loro territorio con le più disparate iniziative sempre nel segno della solidarietà. Inizialmente l’impegno del gruppo è per finalità turistico-sportive, ma poi si struttura ampliando la propria offerta a 360 gradi: mostre, concorsi di poesia dialettale, cene benefiche. Si ricorda poi il contributo a realtà come Operazione Lieta e l’acquisto di un ecografo per la rianimazione regalato al Civile di Brescia.

Ma il dna solidale del Club 33 è testimoniato anche dall’importante contributo dello storico sodalizio alla campagna promossa dal Giornale di Brescia AiutiAMOBrescia nel periodo terribile dell’emergenza coronavirus.

Il ricordo

E a 55 anni dalla fondazione grazie a Gino Parzani – colui che ha tracciato il solco –oggi Club 33 è più vitale che mai. «Gino non è più fisicamente con noi ma siamo sicuri che sarà orgoglioso constatare che la sua passione e le energie dedicate al Club sono state ben spese – spiegano i soci –. A permettere questa longevità ci sono infatti l’umiltà, la capacità di sapersi rinnovare, l’essere aperti alle persone, alle nuove situazioni, al prossimo. Trentatré persone, ognuna con le proprie sensibilità, le proprie passioni, i propri limiti e le proprie paure, rappresentano un tesoro immenso a cui attingere. Un patrimonio di buone energie che sfociano in attività benefiche, culturali, ricreative e didattiche». E in più di mezzo secolo si sono costruire solide fondamenta, con pazienza e rispetto delle idee di tutti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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