Ad occuparsi della ricerca della sua sede, formalmente, sarà una partecipata del Comune (la candidata è Bs Infrastrutture), ma non prima di avere incassato la «benedizione» e il mandato dal Consiglio comunale. Nascerà come Fondazione e il suo «nome d’arte» potrebbe essere «Bind», che sta per Brescia innovation district (ma se ci sono idee migliori, basta alzare la mano e saranno passate in rassegna). Il suo percorso sarà un viaggio a tappe, esattamente come è immaginata la sede centrale (componibile, un po’ in stile mattoncini Lego): ogni meta completerà un tassello di un puzzle che potrà via via farsi sempre più grande, arruolando attori e investitori. E il gong del via scoccherà tra una manciata di settimane.
Eccolo, in sintesi, l’identikit del quartier generale del Distretto dell’innovazione made in Brescia, un progetto che ora – alla fine di un paio di anni consumati appresso a studi e analisi dietro le quinte – ha alle spalle più di qualche punto fermo.




