Chi sono gli arrestati per le rapine a Brescia

Giovani, tutti sotto i 28 anni, ma non improvvisati e con una fantasia non comune nell’organizzare i piani. Pericolosi perché violenti e sicuramente alla continua ricerca di soldi per fare la bella vita tra cene e auto di grossa cilindrata prese a noleggio. Il lusso sfrenato era la passione soprattutto del leader del gruppo, il 22enne Sylla Alioune, fotomodello passato dalle sfilate milanesi e dalle passerelle per i più grandi marchi di moda al carcere di Canton Mombello. Con l’accusa di aver guidato la banda che ha rapinato un compro oro in via Orzinuovi a inizio gennaio e poi la gioielleria sotto i Portici in pieno centro città due settimane fa.
«Sono particolarmente felice del risultato raggiunto in tempi rapidi. Erano fatti che hanno preoccupato molto la comunità bresciana» le parole della prefetta di Brescia Maria Rosaria Laganà nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palazzo Broletto alla presenza della sindaca Laura Castelletti e dei vertici di Polizia di Stato e carabinieri che hanno indagato insieme.
I fermati
La Questura era sul colpo di via Orzinuovi, l’Arma sull’assalto nel salotto buono della città. L’incrocio di alcuni elementi ha portato le forze dell’ordine ad accendere i riflettori sulla stessa banda che stava organizzando una nuova rapina fuori provincia. In manette e ora in attesa della convalida del fermo da parte del gip, oltre al fotomodello 22enne senegalese, con reati commessi ancora da minorenne e presente in entrambe le rapine a mano armata con in pugno una pistola a salve, sono finiti due complici di giornata. Un 26enne di origine albanese incensurato fino all’altro giorno e un ragazzo di 27 anni nato a Brescia da famiglia di origini marocchine e già con precedenti. Con loro anche una ragazza, poco più che ventenne, ufficialmente disoccupata, indagata a piede libero per concorso in rapina e che nella gioielleria del centro si è finta cliente per distrarre la proprietaria e il figlio e poi ha lasciato la porta dell’attività aperta favorendo l’ingresso dei baby rapinatori entrati in azione con caschi integrali.
La gioielleria era stata scelta dopo un lungo sopralluogo effettuato dal gruppo al mattino stesso del colpo.
Le indagini
Il primo riscontro gli inquirenti lo avevano raccolto a poche ore dal colpo sotto i Portici. Determinanti le telecamere che in via San Faustino prima della salita del Castello immortalano un’auto nella quale si intravede nel bagagliaio una borsa gialla da rider. Proprio come quella usata dai due rapinatori per svuotare la gioielleria di via X Giornate prima di fuggire coi monopattini elettrici che gli inquirenti hanno trovato nelle perquisizioni ai tre giovani, tutti residenti nello stesso stabile a Mazzano. A casa del fotomodello 22enne Polizia e Carabinieri hanno recuperato anche 35mila euro in contanti, frutto probabilmente della cessione di una parte dei preziosi rubati tra gennaio e febbraio.
Ma non sono gli unici soldi che sono stati trovati: oltre ai tre fermati e alla donna indagata, risultano sotto indagine sei uomini per ricettazione: uno di loro nascondeva 110mila euro in banconote da 50 euro.
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