Cronaca

Centro migranti a Collio, gli abitanti: «Non abbiamo mai avuto paura»

La comunità scioccata dalla violenza sessuale sulla bambina: «Speriamo possa stare bene presto»
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

L'hotel di San Colombano dove sono ospitati i migranti © www.giornaledibrescia.it
L'hotel di San Colombano dove sono ospitati i migranti © www.giornaledibrescia.it

Nel centro di San Colombano, a Collio Val Trompia, ieri la gente era ancora comprensibilmente turbata dalla notizia della violenza sessuale subita da una bambina di 10 anni ospite del centro migranti, proprio come il ragazzo di 28 anni di origini bengalesi che l’avrebbe stuprata e che ora è in carcere. «Quello che ci sta più a cuore sono le condizioni della piccola, che vedevamo spesso qui per le vie del paese giocare con un’amica. È veramente orribile quello che le è successo, speriamo stia presto bene», dicono madre e figlie, titolari del bar Mostacia, a pochi metri dall’hotel che sorge sulla via principale della frazione di Collio e che dal 2015 si è trasformato in un Centro di accoglienza straordinaria (Cas).

Gli altri ospiti

Fuori dalla struttura, gli altri ospiti sembrano condurre la vita di tutti i giorni. Qualcuno fuma una sigaretta, un gruppetto stende i vestiti ad asciugare sul balcone, un ragazzo africano ascolta la musica seduto su una sedia. «Sì, conoscevo il ragazzo e la bambina, ma vivo qui da poco», si limita a dire, anche a causa della scarsa padronanza dell’italiano.

Un episodio isolato

La comunità ha letto la notizia sui giornali, «altrimenti non avremmo saputo nulla – continuano le titolari del bar –. Anche perché in tutti questi anni, ne sono passati già nove, non abbiamo mai avuto paura degli ospiti, perché non sono portatori di disturbo in alcun modo. Non ci sono stati episodi di violenza e la gente del posto ormai è abituata a vedere uomini, donne e bambini, soprattutto africani e asiatici, qui in centro al paese: vanno a fare la spesa, i più piccoli giocano insieme, vanno a scuola. C’è stato forse un litigio tra dei ragazzi tunisini al parchetto, ma niente che ci abbia intimorito. Cose che succedono anche tra i ragazzi del paese. Inoltre, conosciamo i gestori della cooperativa e sono brave persone».

La stessa cosa la conferma una donna che abita proprio accanto all’albergo: «Ho letto, terribile quello che è successo alla bambina, ma noi non abbiamo mai avuto paura».

Scendendo verso la provinciale 345, c’è un ristorante. I titolari ribadiscono il concetto espresso dai concittadini: «Mai sentito di violenze, in questi anni non ci siamo mai sentiti in pericolo». Una residente in paese commenta a denti stretti: «Il paese di Collio ha ben altri problemi da risolvere. Gente nata qui che spaccia in piazza sotto gli occhi di tutti. Forse sarebbe meglio pensare a questo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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