Centinaia in Duomo per la pace: la preghiera con il Vescovo
«In questo tempo di guerre tra fratelli, siamo chiamati a riscoprire il comandamento dell’amore, fondamento e radice della pace, da amare, da costruire e da possedere. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, ripartiamo dalla preghiera e imploriamo il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra in cui i popoli conoscono la divisione, seminano distruzione e piangono la morte».
È iniziata con queste parole, durante la pausa pranzo, la preghiera per la pace guidata dal vescovo Pierantonio Tremolada in Duomo.
Anche la nostra Diocesi ha infatti aderito, appunto, alla Giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta dalla Conferenza episcopale italiana; è stata anche l’occasione per pregare per padre Pierre al-Rahi, parroco a Qlayaa, nel Sud del Libano, e cappellano regionale della Caritas, ucciso il 9 marzo in un bombardamento mentre soccorreva un parrocchiano ferito in un precedente raid.
Come ha detto papa Leone XIV «quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica».
Il Duomo era particolarmente affollato per il momento di preghiera, centinaia di persone unite alle migliaia in tutta Italia. Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, invoca ogni giorno la necessità di uno stop alle armi: «Non dobbiamo mai dimenticare che ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: san Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace».
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