Cronaca

A Cellatica il murale che rappresenta i sogni di ragazzi e rifugiati

La grande opera corale racconta il percorso verso l’età adulta e insegna ad affrontare le sfide e le insidie della vita
Federico Bernardelli Curuz
Cellatica, giovani e rifugiati: inaugurato il murales per crescere insieme
Cellatica, giovani e rifugiati: inaugurato il murales per crescere insieme

C’è una scala che sale, simbolo di crescita. E ci sono cactus, con le spine, a ricordare che ogni percorso è costellato anche di difficoltà e insidie. C’è la voglia di andare oltre, di spiccare il volo. E ci sono i simboli più cari a Cellatica, ad ancorare tutto questo alla propria comunità. È un murale corale e carico di significato quello che i ragazzi del progetto «Uno spazio tutto mio» hanno realizzato sul muro della sala civica, accanto alla scuola primaria e secondaria del paese, in collaborazione con i rifugiati dell’associazione Adl Zavidovici. Un’opera collettiva e sentita, nata dal desiderio di raccontare cosa significa diventare grandi, e farlo insieme.

Crescere insieme

«Rappresenta i sogni di questi ragazzi – spiega l’assessore Roberta Saleri, con delega a Sport, Giovani e Rapporti con le Associazioni –. Il desiderio di liberarsi, andare oltre e crescere attraverso Cellatica. Le scale sono un simbolo di slancio, ma sotto ci sono piante grasse, con le spine: sono le difficoltà, i pericoli, gli ostacoli della crescita. Questo murale parla del percorso di crescita dei nostri ragazzi». Il progetto nasce grazie ai fondi ottenuti dal Comune attraverso un bando della Regione dedicato all’adolescenza.

A coordinarlo, oltre all’Amministrazione, le educatrici dei Servizi sociali, l’associazione Saltabanco, l’associazione Adl Zavidovici, l’oratorio. Con il supporto della scuola, che ha accolto con entusiasmo l’idea di condividere lo spazio e coinvolgere anche gli alunni. I rifugiati si sono invece messi all’opera per predisporre la superficie che ospita ora il colorato murale. A dipingere il muro sono stati i ragazzi e le ragazze che frequentano il progetto «Uno spazio tutto mio», attivo da mesi con incontri settimanali e laboratori espressivi: giovani delle scuole medie e superiori.

«Vogliamo che questi ragazzi abbiano uno spazio fisico e mentale – continua Saleri –. Uno spazio per incontrarsi, per condividere idee, per esprimersi e sentirsi parte di questa comunità». Durante l’anno sono stati attivati laboratori di Djing, murales, serate a tema. In alcuni eventi si sono ritrovati anche 80-90 giovani, con la presenza attiva delle famiglie e dei genitori, che partecipano e collaborano alla buona riuscita delle iniziative.

Il murale realizzato non vuole essere un punto di arrivo, ma una tappa. In vista dell’estate, infatti, il Comune – in collaborazione con l’oratorio – attiverà a luglio un Grest dedicato esclusivamente ai ragazzi della secondaria. Un’estensione naturale del progetto, con tre laboratori e la presenza costante degli educatori. Le iscrizioni sono già numerose, segno che la proposta risponde a un bisogno sentito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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