La convivenza tra gli abitanti delle Case del sole è complicata

Dopo l’incendio dei contatori e degli impianti elettrici provocato domenica sera da un soggetto già noto alle forze dell’ordine che cercava di collegare l’appartamento che intendeva occupare nei piani alti delle Case del sole alla rete della 380 V che alimenta gli ascensori, oggi il complesso residenziale a margine di via Milano è privo di energia elettrica. I contatori sono esplosi in viso a colui che cercava di rubare la corrente: i fili conduttori che salgono agli appartamenti si sono bruciati e hanno perso l’isolante, le utenze sono prive di corrente. Il Comune porta i pasti e le cene ai residenti.
La protesta

«Come al solito siamo lasciati a noi stessi e tra Comune, Aler e amministrazione condominiale è impossibile avere una risposta sul ripristino dei servizi elettrici» commentano i residenti. Più pragmatico l’assessore Marco Fenaroli che parla di «un disagio che durerà un paio di giorni prima che i tecnici mandati da Aler possano riparare l’impianto elettrico compromesso».
Le storie che si intersecano all’ombra delle Case del sole sono molteplici e complesse: qui convivono non senza difficoltà proprietari di immobili, conduttori di alloggi in regime di edilizia sociale che pagano un canone dimensionato in funzione del reddito, occupanti abusivi che sono penetrati mesi fa in 16 case e le occupano temporaneamente in forza di un censimento realizzato dal Comune e per un’intesa sociale con la Loggia in attesa di regolarizzare le circostanze e i requisiti di ognuno.
«Intanto noi paghiamo gli affitti, ma non le spese condominiali che dato che nessuno paga, lievitano sensibilmente. Sono cifre che non ci permettono come debitori morosi di andare in altri appartamenti di edilizia pubblica ma che hanno un’entità ormai paurosa» spiegano.
I casi
Il caso sottomano è quello di una madre di due figli ora disoccupata che paga 220 euro di affitto mensile, ma che ha uno scoperto di 7mila euro di spese condominiali che si sono accumulate. «Inutile chiamare l’amministratore: il Comune dovrebbe consolidare il debito e congelare il dovuto. Ci caricano spese non nostre e sulle utenze non controllano il consumo puntuale. Altri non pagano e a noi vengono caricate le spese di gestione. Quindi non riusciamo a pagare...» spiegano.
Nei nove piani delle Case del sole si intersecano etnie, cittadinanze e storie più strane. Così c’è l’anziana di 87 anni sola, proprietaria di casa, con le crepe che si aprono nel terrazzo che si aggetta sul vuoto che si lamenta di non essere ascoltata dall’amministratore. Ci giungono le sue lacrime e l’appello ad aiutarla che raccogliamo. «Non userò gli spazi all'aperto come nei mesi scorsi, ma che vita è? Voglio e devo essere ascoltata, anche se sono vecchia...».

La risposta
La soluzione per Marco Fenaroli è nell’istituzione del «Portierato sociale» come già fatto in altre situazione di alloggi pubblici con utenze difficili: «Una presenza costante con report settimanali mette al riparo di incancrimenti di situazioni come alle Case del sole. Non chiedetemi cosa faremo in seguito: ad oggi non lo sappiamo, ma il problema è di ordine sociale e non di ordine pubblico. Anche nel caso dell’ustionato questo era stato allontanato mesi fa dalla casa occupata. I suoi familiari sono accolti in un altro alloggio pubblico ma lui non si arrende e combina queste cose. È già stato fermato e trattenuto diverse volte anche dopo una violenta rissa con un residente. Ma nulla da fare...» continua Fenaroli.
Quindi di fatto il degrado che c’era nelle torri di San Polo ora abita in questo stabile, con gli interrati occupati da sbandati, pianerottoli ingombri di mobili e rifiuti, vani presi per camere da letto in cui hanno posato materassi e giacigli di fortuna. «La gente ha paura a rincasare la sera. Le porte sono divelte, le luci non funzionano, i vani contatori sono accessibili. La droga è ovunque» racconta un residente alterato.
Il contrasto poi si genera tra poveri: da un lato gli affittuari Aler a canone calmierato e dall’altro gli occupanti abusivi fatti indice di ogni problema, anche se hanno in tasca un’intesa con la Loggia e ormai guardano alla loro regolarizzazione.
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