Casa Moro, dopo vent’anni di abbandono è pronta a rinascere

Dopo anni di attesa si apre una prospettiva di trasformazione per l’ex Casa Moro di via Francesco Crispi. La Giunta comunale ha adottato il piano attuativo che avvia il percorso urbanistico destinato a ridisegnare l’area della storica clinica dismessa dal 2007.
Il provvedimento riguarda l’intero complesso e prevede la demolizione dell’attuale edificio ospedaliero, che sarà sostituito da una nuova costruzione con volumi più contenuti e una destinazione prevalentemente residenziale, affiancata da spazi direzionali e servizi socio-sanitari.
Rigenerazione
L’intervento, promosso dalla proprietà Casa di salute Moro spa, si colloca nel più ampio processo di rigenerazione di edifici dismessi all’interno della città, con l’obiettivo di favorire nuove funzioni abitative e contribuire alla progressiva riqualificazione del tessuto urbano.

Non sono previste opere di urbanizzazione, poiché l’area si colloca in un ambito già urbanizzato. Gli standard non reperiti saranno quindi monetizzati per un importo complessivo vicino ai 700mila euro, ai quali si aggiungono gli oneri legati al cambio di destinazione d’uso.
Il piano adottato dovrà ora essere pubblicato e sarà quindi possibile presentare eventuali osservazioni prima dell’approvazione definitiva. Come richiesto dalla Commissione paesaggistica, sarà effettuato anche un approfondimento relativo alla composizione, allo stile, alle finiture e ai materiali, compreso il perfezionamento della collocazione della porzione di edificio che si trova alle spalle di via Crispi.
Le origini
La storia della struttura affonda le radici nella tradizione assistenziale cittadina. Il documento istitutivo della «Casa di salute femminile Moro» è del 1930, anche se le origini della realtà risalgono addirittura al 1886.
Nel corso del Novecento la clinica ha rappresentato a lungo un punto di riferimento sanitario per Brescia, attraversando trasformazioni e cambi di gestione. Dopo il passaggio alla Fondazione Moro-Girelli e la breve esperienza della Fondazione Don Gnocchi nei primi anni Duemila, l’attività è cessata definitivamente nel 2007.
Da allora l’immobile, rimasto inutilizzato, è stato al centro di diversi tentativi di vendita e di ipotesi di riconversione. L’adozione del piano segna ora l’avvio di una nuova fase per l’area, destinata a cambiare definitivamente il proprio volto.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
