Cronaca

«Casa Cottarelli, la scena del crimine più brutta della mia carriera»

Pietro Di Sabato, ispettore della Squadra Mobile all’epoca della strage in via Zuaboni, ripercorre la giornata e gli anni successivi
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

L'attuale comandante della Polizia Stradale Federica Deledda e l'ex ispettore Pietro Di Sabato mentre escono dalla villetta di Urago - © www.giornaledibrescia.it
L'attuale comandante della Polizia Stradale Federica Deledda e l'ex ispettore Pietro Di Sabato mentre escono dalla villetta di Urago - © www.giornaledibrescia.it

Immagini di violenza, sangue e morte. Che non riesce a cancellare. Nonostante siano passati 18 anni. «Mai visto tanto male tutto insieme» racconta Pietro Di Sabato. Oggi poliziotto in pensione e il 28 agosto 2006 ispettore della Squadra Mobile della Questura e tra i primi ad entrare nella villetta di via Zuaboni ad Urago Mella dove vennero uccisi il padrone di casa Angelo Cottarelli, la moglie Marzenna e il figlio adolescente Luca. Vittime di quella che sui giornali è poi stata ribattezzata la strage Cottarelli.

Di Sabato, quale è il primo ricordo di quel giorno?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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