Capodanno a Brescia, botti vietati in piazza Loggia e Castello
Niente divieti generalizzati, ma su aree circoscritte: nel Comune di Brescia i botti di mezzanotte sono vietati in Piazza Loggia dalle 21 di San Silvestro, in occasione del «Capodanno in piazza», e sul colle Cidneo dalle 20, in concomitanza con il «Capodanno in Castello».
Due diverse ordinanze sindacali vietano di «introdurre petardi, giochi pirici e simili anche di libera vendita, bombolette spray urticanti e altri oggetti potenzialmente pericolosi» nelle aree delle due manifestazioni.
Botti consentiti
Fuori da queste specifiche zone i fuochi d’artificio sono quindi consentiti, con buona pace delle migliaia di animali che vivono in città e della qualità dell’aria, che dopo la mezzanotte del 31 dicembre nelle città italiane diventa pessima, toccando i 1.000 microgrammi di polveri sottili (pm10) per metro cubo a fronte dei 50 tollerati.
Del resto, i sindaci non possono fare molto di più su questo tema, se non rivolgere un invito di buon senso. Basti pensare a quanto successo a Milano qualche anno fa, quando il Tribunale amministrativo regionale, era il 2022, annullò il divieto di accendere fuochi d’artificio in città introdotto nel Regolamento sulla qualità dell’aria.
Sicurezza
Come il capoluogo, sono diversi i Municipi in provincia che per la notte di Capodanno hanno circoscritto le aree dove vietare l’uso dei botti, tutti quelli, cioè, nei quali sono previsti eventi all’aperto. Divieti spesso imposti dalla Prefettura di Brescia a tutela delle numerose persone che parteciperanno alle manifestazioni, siano essi concerti dal vivo o dj set.
Dal Broletto una nota pervenuta agli uffici prima di Natale, invitava le «Amministrazioni comunali ad elevare il livello di sicurezza nei luoghi pubblici in relazione all’approssimarsi della mezzanotte di fine anno, tra cui porre attenzione e limitare l’utilizzo illegale di materiale esplodente e di artifizi pirotecnici».
Le eccezioni
Non mancano però le eccezioni, come il comune di Borgosatollo che con specifica ordinanza dello scorso 27 dicembre ha imposto, fino al 31 marzo 2025, il divieto di utilizzare «petardi, botti e artifici pirotecnici su tutto il territorio comunale, per la tutela delle persone fragili, dell’ambiente e degli animali».
Non meno importante è poi il rischio incendi che con i botti è molto elevato. Il comune di Sirmione, per esempio, proprio per evitare gli incendi ha emesso un’ordinanza di divieto dei fuochi fino al 7 gennaio.
Emesse le ordinanze, però, rimane il problema del controllo del territorio. Ragione per la quale molti comuni non pubblicano alcun divieto.
Per Brescia il Prefetto ha garantito un’intensificazione dei servizi di vigilanza, in particolar modo in centro e nei pressi della stazione ferroviaria e un «presidio appiedato» nelle aree dello shopping, ma più che altro per «creare le condizioni – ha spiegato il prefetto Polichetti – affinché le festività natalizie possano essere trascorse in un clima effettivo di festa per i cittadini».
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