La morte del barboncino Aaron: «Rubato e lanciato dall’auto in corsa»

«Era un cagnolino combattivo. Spero che si sia battuto come un leone. Che gli abbia almeno dato qualche morso». Speriamo sì. Due canini nella carne è il minimo che si merita chi ha fatto quello che ha fatto al suo Aaron, un barboncino toy color champagne di cinque anni ucciso in modo brutale nel tardo pomeriggio della scorsa domenica a Brescia.
Con il bordo degli occhi che a 48 ore di distanza ancora tremano, è Viola, la giovane padrona, a raccontarci la storia. «Mancavano circa dieci minuti alle 19. Ero con Aaron nel cortile del condominio nel quale vivo, a Lamarmora. Capitava spesso che lo portassi giù, a pascolare un po’. Qualche minuto e poi rientravamo in casa. Domenica l’ho perso di vista per qualche istante, ma lo sentivo abbaiare e così non mi sono preoccupata. Di colpo – ci ha detto la ragazza – però è stato silenzio. Così ho cominciato a chiamarlo. Ma nulla. Solo silenzio».
Il furto a casa del vicino
A quel punto la paura monta, Viola esce in strada. Si rivolge ai vicini di casa. Trova un capannello di giovani che non sono in grado di aiutarla perché alle prese con il furto in casa subito dal nonno di uno di loro. Il tempo scorre inesorabile. Aeron non torna. Di lui ancora nessuna traccia. Vano si rivela il ricorso a tutti i trucchi possibili per farlo uscire allo scoperto. «Ho aperto tutte le porte di casa, chiamato tutti quelli che potevo – ci ha raccontato ancora Viola – i miei genitori, i miei amici. Ho chiesto a tutti di postare le foto di Aaron sui social. Ho chiamato la clinica veterinaria di Rezzato. E ovviamente ho allertato anche il 112». Del cagnolino nessuna notizia. Almeno fino a notte fonda.
«Attorno all’1 e mezza di notte – ci ha spiegato la padrona con la voce ancora rotta dall’emozione – mi è arrivata la telefonata dei veterinari di Rezzato. Mi chiedevano di andare in clinica a riconoscere il mio Aaron. Ci sono andata subito e, subito, ho avuto la conferma. Era lui». A Rezzato, nel cuore della notte tra domenica e lunedì, Viola scopre anche come il suo cagnolino è morto. «Mi hanno detto che Aaron era arrivato all’ospedale veterinario attorno all’ora di cena – spiega la giovane padrona –, che ce lo aveva portato una dottoressa che lo aveva raccolto poco prima in condizioni disperate dall’asfalto di via Lamarmora, non distante dal chiosco della frutta. Ai veterinari la donna ha detto di averlo visto volar fuori dal finestrino di una Clio scura, o forse di una Citroen, lanciata a velocità sostenuta. Di aver assistito in diretta alla sua caduta al suolo e di essersi fermata subito per soccorrerlo». L’intervento è tempestivo, ma non provvidenziale. Per il barboncino non c’è comunque nulla da fare.
L’epilogo
Alla sua padrona resta solo un cellulare colmo delle sue fotografie e la più probabile delle verità sulla sua fine. «A quel punto ho fatto due più due – ci ha spiegato Viola – e capito che stava abbaiando ai ladri che hanno rubato in casa del vicino e che per agire indisturbati, o per arricchire il loro bottino, se lo sono portati via. Aaron era piccolo, ma tenace. Probabilmente non sono riusciti né a zittirlo, né a tenerlo fermo. Così nello scappare se ne sono liberati così nel modo più brutale. Speriamo ne abbia morso almeno uno». Speriamo sì. E speriamo anche che le telecamere di videosorveglianza della zona ora facciano il loro dovere.
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