«Era un cagnolino combattivo. Spero che si sia battuto come un leone. Che gli abbia almeno dato qualche morso». Speriamo sì. Due canini nella carne è il minimo che si merita chi ha fatto quello che ha fatto al suo Aaron, un barboncino toy color champagne di cinque anni ucciso in modo brutale nel tardo pomeriggio della scorsa domenica a Brescia.
Con il bordo degli occhi che a 48 ore di distanza ancora tremano, è Viola, la giovane padrona, a raccontarci la storia. «Mancavano circa dieci minuti alle 19. Ero con Aaron nel cortile del condominio nel quale vivo, a Lamarmora. Capitava spesso che lo portassi giù, a pascolare un po’. Qualche minuto e poi rientravamo in casa. Domenica l’ho perso di vista per qualche istante, ma lo sentivo abbaiare e così non mi sono preoccupata. Di colpo – ci ha detto la ragazza – però è stato silenzio. Così ho cominciato a chiamarlo. Ma nulla. Solo silenzio».



