Il bullismo c’è da sempre: potremmo citare il Franti di «Cuore», quadri, come «The bully of the neighbourhood» di Brown del 1866, o ricordare, tanto per citare una vittima eccellente, quel gruppo Facebook aperto per ricordare a Stefani Germanotta che non sarebbe mai diventata famosa. E oggi quella ragazza è Lady Gaga. Il fatto che molti studenti ne siano stati vittime nei secoli non lo rende meno grave e non aiuta chi lo sta vivendo a non soffrirne e a reagire.
Il fenomeno
Ma cosa è il bullismo? Per il ministero dell’Istruzione non è altro che un insieme di «azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo, su una vittima». Le violenze possono essere fisiche, verbali o persecuzioni. Al bullismo «tradizionale» si è affiancato, con il diffondersi delle nuove tecnologie, anche il cyberbullismo, qui le violenze arrivano attraverso messaggi ed e-mail, video offensivi postati sui social e molto altro. E si moltiplicano.




