Brescia: sport, cultura e lavoro per sviluppare le pari opportunità

Lavoro, sport, interlocuzione col territorio, cultura e formazione: sono questi gli argomenti sui quali ha puntato la Commissione pari opportunità del Comune di Brescia nel 2025 e che saranno la base del lavoro dell’anno in corso.
In sala giunta il punto della situazione con la presidente e la vice, Mariasole Bannò e Martina Avanza, l’assessora Anna Frattini e i membri della commissione che, ricordiamo, è l’unica ad adesione volontaria e senza gettone di presenza.
Bilancio
Tante le iniziative messe in campo per portare i temi legati alle pari opportunità anche laddove non se ne parla, come il «Festival della pace», per intercettare persone che, probabilmente, mai avrebbero partecipato ad un incontro sul tema.
Tra i risultati del 2025 da ricordare c’è sicuramente il «Rapporto sulla parità occupazionale e salariale», il primo di questo tipo in Italia. E la volontà è proprio quella di partire dai risultati (le donne guadagnano in media il 29% in meno degli uomini) per interfacciarsi con Camera di Commercio, Confindustria e sindacati «perché se non si affronta la questione a 360 gradi - ha detto Bannò - non si va da nessuna parte.
Le esperienze
Tra le esperienze che i membri della commissione – ci sono anche due uomini – hanno messo in luce come pratiche virtuose ci sono il corso per genitori di figli adolescenti, «Let’s talk about sex», che ha fornito strumenti per discutere di affettività e sessualità, e «Contiamo per contare», corso in collaborazione con Acli per favorire l’indipendenza finanziaria delle donne attraverso laboratori pratici.
Del primo corso Martina Avanza sottolinea «la forza di volontà dei genitori nonostante la grande l’impreparazione».
Giuditta Serra ha raccontato che durante un incontro di «Contiamo per contare» è emerso che su 8 partecipanti con background migratorio solo una aveva un conto corrente intestato, e perché vedova: «è stata un’esperienza positiva e incoraggiante – ha detto –. Dalla discussione è emerso come una di loro credesse fosse giusto non avere un conto corrente perché casalinga; in seguito a questo i formatori le hanno fatte riflettere sul valore del lavoro di casa chiedendo loro quante ore al giorno stessero sedute. E qualcosa è cambiato».
Nel 2026
L’obiettivo è incrementare le buone pratiche, il confronto, la divulgazione e la presenza femminile nei ruoli decisionali; sensibilizzare all’uso del linguaggio sessista nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico. Dal territorio, poi, è emersa l’esigenza di puntare anche sullo sport per rimuovere gli stereotipi di genere e proporre un modello di accesso equo. E qui si inserisce la candidatura di Brescia come città europea dello sport.
Ma non è tutto: anche la cultura, portando i temi in luoghi e iniziative non dedicate, concorre al cambiamento, così come la formazione di genitori, insegnanti, donne.
«A due anni dal nuovo regolamento sulla Commissione possiamo dire che abbiamo trovato una strada di lavoro che rende più effettivo il lavoro della Commissione – ha detto Frattini –. Certo è perfettibile, ma siamo sulla buona strada, sono contenta che si sia deciso che questo gruppo di lavoro abbia più spazio». Tra le cose positive messe in luce anche la pagina social dove si parla di questi temi. «Stiamo lavorando su tanti temi, binari paralleli che hanno molti punti di intersezione. Investire sulla partecipazione credo ci qualifichi come Comune».
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