Cronaca

Sicurezza fai da te, Muchetti: «A Brescia si muove una ronda illegale»

Ospite al Tg Preview di Teletutto l’assessore alla Sicurezza in Loggia ha confermato: «Stiamo indagando»
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

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Tg Preview - Puntata del 25/03/2025

Sembra di essere tornati a quindici anni fa, quando la diffusa volontà dei cittadini di organizzarsi in mutuo soccorso per prevenire furti e raid avviò un acceso dibattito politico culminato nel 2009 col decreto Maroni, che di fatto ha dato vita in tutta Italia ai gruppi di controllo di vicinato. Da qualche mese, invece, la percezione di insicurezza dei cittadini e la brutalità di alcuni episodi violenti nelle grandi città ha riacceso i riflettori sulla «sicurezza fai da te».

Anche a Brescia. E per i gruppi di vicinato da una parte, ci sono le ronde dall’altra. E in questo humus sociale possono emergere anche tentativi estremi (e illegali), come il caso del comitato «Articolo 52», nato a Milano con l’obiettivo di organizzare spedizioni punitive contro scippatori e ladri.

Preoccupazione

«A Brescia non esistono gruppi del genere – rassicura l’assessore alla Sicurezza Valter Muchetti – che, occorre ricordarlo, non agiscono nel rispetto della legge». Eppure – rivela Muchetti intervenendo nel Tg Preview di Teletutto di ieri sera – sappiamo dell’esistenza di una ronda assolutamente illegale che si muove in città con intenzioni non buone. Stiamo indagando per risalire ai responsabili». Nessuna informazione sul quartiere in cui opererebbe la ronda, ma si tratterebbe di una zona alla periferia della città.

Legalità

A muoversi nella piena legalità all’ombra del Cidneo sono invece i controllori di vicinato, che hanno aderito al protocollo firmato in Prefettura e che sono monitorati dalla Polizia locale. «Sono stati formati dei piccoli nuclei di persone che in zone ristrette della città possono segnalare in modo puntale alcuni fenomeni previsti dal protocollo – spiega Muchetti –. Non tutti, però. Non potranno ad esempio segnalare l’atto vandalico o l’azione incivile».

L'assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia Valter Muchetti © www.giornaledibrescia.it
L'assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia Valter Muchetti © www.giornaledibrescia.it

Le segnalazioni arriveranno poi alla centrale operativa della Polizia locale, che le smisterà per procedere agli interventi. E sarà proprio il comando guidato da Marco Baffa il fulcro gestionale dell’iniziativa, tanto che si occuperà anche della formazione dei cosiddetti «capizona».

La rete

Nessuna ronda di antica memoria, insomma, ma un rodato sistema di collaborazione tra cittadinanza attiva e forze dell’ordine. «Finora abbiamo coinvolto circa 900 residenti bresciani in 20 assemblee organizzate con i Consigli di quartiere – spiega Elisa Daeder, responsabile del Servizio di sicurezza urbana della Polizia locale –. Contiamo di metterne in calendario altre dieci così da coprire tutto il territorio cittadino». E i primi sei gruppi sono stati già formati nel quartiere Lamarmora (via Boves), a Fiumicello, a Caionvico e in zona Grazzine/Righetti, mentre nel quartiere Don Bosco ne sono nati addirittura due.

Altre esperienze

Brescia, comunque, non è nuova ad esperienze simili: da anni l’associazione «Brescia SiCura» che fa parte della rete dell’Ancdv (Associazione nazionale Controllo di Vicinato) ha aiutato a costituire in tutto il Bresciano 150 gruppi, 21 dei quali proprio nel capoluogo. A questi ultimi, che però non rientrano nel protocollo, andranno quindi ad aggiungersi presto quelli sotto la regia della polizia locale.

«Presupposti per una collaborazione mai raggiunti – spiegano i referenti di Brescia SiCura –. Continueremo come sempre a operare, fornendo segnalazioni qualificate, promuovendo la coesione sociale e rafforzando la rete tra i gruppi di Brescia e della provincia come facciamo dal 2015». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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