Sicurezza, Castelletti: «Il governo agisca, basta demagogia»

«Non accetto più la demagogia a buon mercato della destra. Brescia non può farsi carico da sola della sicurezza e dell’accoglienza». Dopo giorni di polemiche e di tensioni che hanno viaggiato a suon di comunicati stampa, proteste e turpiloqui social, la sindaca Laura Castelletti punta i fari sull’affaire sicurezza e accoglienza, si toglie più di qualche sassolino (politico) dalla scarpa e lancia il j’accuse direttamente al governo: «Sarebbe ora che la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si assumessero le loro responsabilità».
L’occasione arriva sulla scia di un incontro in Prefettura – richiesta dalla stessa sindaca – al quale ha partecipato anche il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, ma soprattutto arriva dopo l’arresto del ladro seriale che ha messo a segno le spaccate nei locali del centro città.
Attacchi
Con ordine. Il primo punto sul tavolo è quello delle spaccate nei ristoranti, che hanno alimentato un forte senso di insicurezza in città. La sindaca annuncia di aver richiesto formalmente un Cosp (Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica) per mettere all’ordine del giorno il tema: «Io ero costantemente informata sulla situazione, ma non potevo parlare perché c’erano indagini in corso da parte dei Carabinieri – spiega Castelletti –: senza una flagranza di reato non era possibile intervenire perché il rischio era di compromettere il lavoro delle forze dell’ordine. Questa notte è stato arrestato l’autore degli atti: speriamo solo di non ritrovarlo in giro fra due giorni».
Castelletti ribadisce la ragione del suo silenzio dei giorni scorsi: «Non potevo difendermi da chi sbraitava sui social, attaccandomi e insultandomi costantemente. Ma ora i fatti parlano da soli».
I nuovi arrivi
Il secondo fronte è quello dell’accoglienza dei richiedenti asilo che arrivano nel Paese attraverso gli sbarchi. Dall’inizio dell’anno, l’Italia ha accolto 18.889 persone «in crescita anche rispetto all’anno scorso» rimarca la sindaca, che ha convocato la stampa ieri pomeriggio in Loggia.
Brescia, finora, ne sta accogliendo complessivamente 249, a cui si aggiungono i tredici nuovi ingressi arrivati in città nei giorni scorsi. «La Prefettura si sta facendo carico della gestione e della loro accoglienza, ma quando il governo indica Brescia come destinazione, non significa guardare solo al capoluogo. Su 205 comuni della nostra provincia, solo 45 accolgono migranti. Serve un’accoglienza diffusa, non possiamo essere lasciati soli, soprattutto ora che con l’estate gli sbarchi aumenteranno».
L’invito è chiaro: «Il governo indica "Brescia" e tutti pensano al solo centro urbano. Ma il carico va redistribuito su tutto il territorio. Sono rimasti pochi i comuni disponibili: con il cambio delle amministrazioni, molti si sono tirati indietro. Ora serve uno sforzo collettivo».

Alla fine l’affondo politico: «La destra governa a Roma, in Regione e in Provincia. È ora che la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si assumano le loro responsabilità». E sul futuro: «Oggi si tende a parcheggiare le persone. Invece serve capire quale sarà l’andamento, chi se ne farà carico e soprattutto quale progettualità si vuole mettere in campo per l’inserimento lavorativo. Noi continueremo a vigilare e a lavorare, ma il problema va affrontato in modo strutturale».
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