Il preside del Leonardo: «Falsità contro di me, denuncio il collettivo»

«Sono state dette e scritte cose false su di me, ma soprattutto sull’istituto scolastico che dirigo. Per questa ragione oggi andrò a denunciare l’autore di quelle affermazioni». A parlare è Massimo Cosentino, il preside del Leonardo. Gli argomenti a suo dire diffamatori contro i quali il dirigente del liceo di via Balestrieri intende adire le vie legali sono quelli contenuti in un volantino – diffuso a scuola e postato sui social – a firma Collettivo Onda Studentesca.
Chi lo scrive lo accusa «di fare finta di nulla, minimizzare l’accaduto, insabbiare la verità e proteggere l’aggressore invece di supportare la vittima». Cosentino è accusato anche di aver «ordinato l’intervento della Polizia Postale, non per indagare sull’abuso, ma per rimuovere le storie di denuncia pubblicate sui social dalla ragazza». Ragioni queste per le quali Onda Studentesca chiede «Che il preside risponda della sua indifferenza, affinché vengano prese le misure necessarie per garantire la sicurezza e il benessere di tutte le studentesse e gli studenti del nostro istituto».
Cos’è successo
I fatti ai quali si riferisce il volantino sono quelli denunciati, al momento non è dato sapere se anche all’autorità giudiziaria ma sicuramente sui canali social, da una studentessa di una 3ª. Su un profilo molto frequentato dagli studenti di tutta la provincia, la ragazza ha raccontato di palpeggiamenti subiti durante la gita da un docente e chiesto a chiunque si fosse trovato nella sua stessa condizione di seguire il suo esempio e denunciare.
Responsabilità
«Non voglio e non posso entrare nel merito della questione, anche perché qualsiasi cosa io dica – sostiene il preside – sarebbe strumentalizzata. Dico solo che sulla scuola e su di me è stato detto un cumulo di falsità. Ho le prove per dimostrarlo. Chi le ha dette dovrà assumersene la responsabilità. Dare dell’omertoso ad un uomo del sud come lo è il sottoscritto è arrecargli l’offesa più pesante. In ogni caso mi fanno più male le parole pronunciate contro l’istituto che rappresento che quelle contro la mia persona. Ho la sensazione che ci sia la chiara volontà di sollevare un polverone contro il liceo e che si voglia dare l’idea di un’esplosione che non c’è mai stata».
Il professore al centro del caso è regolarmente al suo posto e Cosentino ribadisce «di aver fatto tutto quello che doveva fare nell’interesse dei suoi studenti, dei suoi professori e del suo personale. La scuola ha agito seguendo la legge, non attraverso processi sommari sui social: una vera e propria barbarie che non appartiene alla missione educativa che siamo chiamati a svolgere».
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