Ogni territorio ha luoghi che finiscono pian piano nell’oblio. Edifici che svaniscono, ricordi che sbiadiscono, storie che nessuno ha mai raccontato fino in fondo. È il caso del Residence Prealpino, per anni punto di approdo e di ripartenza per migliaia di migranti senegalesi. Oggi, a quindici anni dalla sua demolizione (avvenuta nel 2010 e alla quale fece seguito la costruzione delle attuali palazzine Aler) nasce un progetto che vuole restituirgli memoria, dignità e voce: «Modou Modou», un docufilm ideato da Sokhna Sarr e affidato alla regia di Michele Barcaro (Bubble Production).
Per poterlo concretizzare verrà avviata una raccolta fondi sulla piattaforma «Produzioni dal basso», alla quale tutti possono contribuire. Sokhna, 25 anni, nata a Brescia da genitori senegalesi, non ha mai abitato nel Residence ma i suoi genitori si sono conosciuti proprio lì e ha respirato quella realtà nei racconti familiari. «Oggi forse tanti neppure sanno cosa fosse il Residence: non ce n’è più traccia – spiega la 25enne, studentessa universitaria e lavoratrice –. Eppure è un pezzo di storia dell’immigrazione in Italia che a modo suo ha lasciato il segno e trovo giusto sia ripercorsa anche ascoltando le voci di chi il Residence l’ha vissuto in prima persona».

Il titolo, «Modou Modou», è un’espressione senegalese che descrive chi lascia il luogo in cui è nato per cercare un futuro in un altro Paese. Spesso è una vita divisa, in bilico, vissuta in condizioni precarie e con il cuore e la mente sempre rivolti alla propria terra. Il documentario intende raccontare tutto questo: le origini del Residence negli anni ’80, il sovraffollamento dei primi 2000, le battaglie sindacali, le difficoltà quotidiane ma anche i legami profondi e la solidarietà che lì sono nati.
Brescia, Roma, Dakar
Le riprese toccheranno prima Brescia e poi Roma, con l’obiettivo di intervistare i politici che in quegli anni si interessarono al caso. Infine approderanno a Dakar, dove molti ex residenti si sono stabiliti. Il progetto prevede un taglio storico, antropologico e sociologico con l’utilizzo di materiali d’archivio messi a disposizione da Teletutto e il coinvolgimento di figure simboliche. «Il budget stimato si aggira tra i 50 e i 60 mila euro – spiega Barcaro –. Utilizzeremo strumenti cinematografici: il costo di produzione si aggira sui 30mila euro, ai quali si aggiungono altri 10 mila euro per i viaggi, i trasporti, vitto, alloggio e assicurazioni». Per assistere passo dopo passo a questo viaggio è possibile seguire Sokhna e Michele tramite i social: #ModouModouDocumentary. Il progetto ha il sostegno del Comune di Brescia, in rappresentanza del quale sono intervenuti, alla presentazione di ieri, l’assessore ai Servizi sociali, Marco Fenaroli, e la consigliera Beatrice Nardo.



