Cronaca

Brescia Host: «Sì al Cin, ma la tassa di soggiorno è da rivedere»

Alessandro Nostro, rappresentante dell’associazione: «L’imposta va ricalibrata, alla luce della banca dati»
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

Secondo alcuni, la tassa di soggiorno intralcia le prenotazioni - © www.giornaledibrescia.it
Secondo alcuni, la tassa di soggiorno intralcia le prenotazioni - © www.giornaledibrescia.it

I proprietari e le proprietarie di case vacanze per affitti a breve termine di Brescia città sono favorevolissimi al Codice identificativo nazionale. «Si tratta di una banca dati che aiuterà moltissimo il Comune a discernere chi rispetta le regole e chi invece pratica l’abusivismo».

Fare rete

A dichiararlo è l’avvocato Alessandro Nostro, rappresentante dell’associazione costituenda «Brescia Host», che raccoglierà un centinaio di host bresciani. L’obiettivo è fare rete per risolvere i problemi locali, a partire da quello di cui avevamo dato conto pochi mesi fa, ovvero l’aumento dell’imposta di soggiorno, equiparata a quella degli alberghi e che, dice, ha portato a una diminuzione delle prenotazioni.

«Ne abbiamo avute il 40% in meno. Certo, il 2023 era un anno sui generis, ma è comunque una riduzione considerevole. A giugno l’assessore Andrea Poli si giustificò con noi dicendo che non era possibile agire diversamente perché non c’era possibilità di controllare le strutture facendo una distinzione tra foresterie, bed&breakfast o case vacanze. Ci chiediamo se ora la tassa verrà ricalibrata, alla luce della banca dati».

Il Cin, infatti, permette finalmente di avere accesso a un archivio ragionato, spiega Nostro. Il Codice regionale precedente non comunicava con le amministrazioni locali, che così non avevano un quadro preciso della situazione. «Anche se tutte le strutture - alberghiere ed extra - devono ottenere il Cin, l’iniziativa riguarda spiccatamente gli affitti brevi: prima il controllo era minore, ora si può combattere l’abusivismo più concretamente».

Blocchi e ritardi

Anche il centinaio di host dell’associazione - che ora si appoggia ai propri siti o a quelli come Booking, Expedia e Airbnb, ma che sta pensando a un proprio portale - è favorevole, dunque. Benché non stia filando tutto liscio: a quanto pare sul portale Bdrs si stanno riscontrando blocchi e ritardi, tanto che diversi enti del settore hanno chiesto una proroga al Ministero, portando da novembre a gennaio la scadenza di rispetto degli obblighi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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