Chiede una mano al giudice: «Mi aiuti, anche con il carcere»

La vicenda di una mamma 33enne, arrestata dopo aver rubato una macchina fotografica in piazza della Loggia
Piazza della Loggia dal porticato dell’antico palazzo - © www.giornaledibrescia.it
Piazza della Loggia dal porticato dell’antico palazzo - © www.giornaledibrescia.it
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Ha visto la reflex appoggiata sulla panchina di marmo ai piedi di una delle colonne del porticato. In quella macchina fotografica ci ha visto un’occasione. Soldi per una dose, l’ennesima, e per qualcos’altro. Ci ha riprovato. Dopo il furto di un giubbino, messo a segno in un negozio di via Porcellaga ad inizio novembre, le è andata di nuovo male. Male è andata anche al fotografo che, sotto le volte di palazzo Loggia, stava realizzando un servizio. Lui non ha fatto in tempo ad accorgersi del furto, e a gridare «alla ladra!», che la sua macchina, un pezzo da alcune migliaia di euro, era già schiantata sul selciato della piazza del tutto inutilizzabile, e lei la giovane donna, mamma di due figli cresciuti dalla nonna, accerchiata dagli agenti di Polizia.

Trentatré anni, un passato turbolento e un presente segnato dalla dipendenza dalle sostanze, ma anche da una teoria di notti passate all’addiaccio e dalla necessità di mettere insieme cure, pranzi e cene, lei ha avuto tempo e modo di infilare pochi, pochissimi passi. I poliziotti l’hanno bloccata subito, ma non senza fatica. La sua reazione è stata brusca. Ha cercato di scrollarseli di dosso e di liberarsi. Non si è rassegnata nemmeno una volta caricata a forza sulla «pantera» in direzione della Questura. Ha sfoderato una siringa: «Vi ammazzo tutti» si è messa ad urlare dal sedile posteriore dell’auto della Polizia, cercando di minacciare gli agenti, al sicuro dietro il plexiglass che divide in due l’abitacolo. Al termine delle operazioni la ragazza è stata arrestata per furto, danneggiamento e resistenza aggravata a pubblico ufficiale e portata nella cella di sicurezza. Per una notte al coperto, la prima dopo diversi giorni.

Ieri mattina, calma, lucida, disperata, era davanti al giudice per l’udienza di convalida. Assistita dall’avvocata Laura Gamba ha chiesto di essere aiutata. Che le sia dato un posto dove stare lontano e al riparo dai suoi demoni. «Va bene anche il carcere, va bene anche Verziano» ha chiesto al giudice che ha convalidato l’arresto, disposto il divieto di dimora nel territorio del Comune di Brescia, e accolto la richiesta termini della difesa, che ha chiesto di riunire i due fascicoli per i due furti, aggiornando l’udienza al prossimo 9 gennaio per la discussione e la sentenza. Di più, anche volendo, il giudice non avrebbe potuto dare. I reati che vengono contestati alla donna prevedono condanne contenute, al di sotto della soglia per la quale è prevista la custodia cautelare in carcere.

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