Giornate Fai, tra torri e fabbriche a Breno la bellezza è di tutti
Si è chiusa con una partecipazione oltre le attese la prima giornata delle Giornate Fai di primavera a Breno, che già dal pomeriggio di sabato hanno visto un buon flusso di visitatori tra chiese e luoghi simbolo del paese. Un debutto che conferma quanto l’appuntamento sia sentito e capace di coinvolgere non solo turisti, ma soprattutto la comunità locale: quasi 1.400 in tutto le visite effettuate.
Il via vai
Fin dalle 14.30, orario di apertura dei percorsi, gruppi e famiglie si sono distribuiti tra i siti proposti: dalla chiesa di San Maurizio alla Casa torre Ballardini, dalla ex Banca Valle fino al duomo e agli spazi produttivi della Metalcam e della Nica. Particolarmente apprezzata proprio la possibilità di entrare in luoghi normalmente non accessibili, come aziende e dimore private, che hanno suscitato tanta curiosità.
Tra i percorsi più gettonati della prima giornata, secondo le prime impressioni, spiccano il viaggio nella storia industriale del territorio proposto da Metalcam e la scoperta della torre medievale nel cuore del paese, ma anche la possibilità di vedere la caserma dei vigili del fuoco accompagnati dalla viva voce dei pompieri, nella veste inusuale di ciceroni e non di soccorritori per un giorno. Particolarmente gradito anche il duomo, soprattutto per la possibilità delle visite serali, capaci di creare un’atmosfera particolarmente suggestiva.
L’impegno
A fare la differenza, ancora una volta, sono state le persone. I giovani «apprendisti ciceroni» del liceo Golgi hanno accompagnato i visitatori con competenza, dimostrando come il coinvolgimento delle nuove generazioni sia uno degli elementi più riusciti dell’iniziativa.
Accanto a loro, grande apprezzamento anche per i «volontari straordinari», il progetto realizzato con Anffas Vallecamonica che ha visto ragazzi con disabilità impegnati in prima persona nell’accoglienza e nel racconto dei beni: una presenza che ha colpito il pubblico per autenticità e valore umano, andando ben oltre l’aspetto simbolico.
«Il primo bilancio è più che positivo – afferma la capo gruppo del Fai di Vallecamonica Alessandra Giorgi –: Breno ha risposto con entusiasmo, mettendo in campo una partecipazione diffusa che ha coinvolto istituzioni, associazioni, famiglie e volontari. È proprio questo spirito di collaborazione a rappresentare il cuore di queste Giornate: una comunità che si apre, si racconta e si riconosce nel proprio patrimonio artistico, storico, culturale e imprenditoriale. A stupirci la presenza di tanti bambini e famiglie».
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