CronacaGarda

Il bossolà bresciano è protagonista della tavola natalizia

Non solo pandori o panettoni: nelle case bresciane e gardesane sono diversi i riti e le tradizioni culinarie
Il tipico bossolà bresciano
Il tipico bossolà bresciano
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Quando il calendario corre verso il 31 dicembre, sul Garda come in gran parte d’Italia le tavole iniziano a riempirsi di sapori che profumano di festa. Non esiste un «dolce gardesano» unico, ma la tradizione nazionale trova spazio coi suoi classici: panettone e pandoro restano protagonisti quasi ovunque, merende anticipate o gran finale del cenone.

Le pasticcerie delle province lombarde – Brescia compresa – seguono ogni anno la tradizione: in vetrina, accanto ai grandi lievitati, compaiono dolci tipici del territorio, come il bossolà. Ciambella bresciana dalla forma elegante, soffice e leggera, è perfetta per la colazione del primo giorno dell’anno o per addolcire un tè del pomeriggio.

Per chi cerca qualcosa di diverso, c’è spazio per le varianti: panettoni farciti, dolci monoporzione, interpretazioni creative a base di cioccolato, frutta secca o spezie. Le pasticcerie del Garda, anche nei centri più piccoli, propongono ogni anno nuove creazioni che mescolano tradizione e voglia di stupire.

Ricette e riti condivisi

Non mancano le ricette di casa, quelle tramandate tra generazioni: biscotti fatti a mano, torte semplici, pani dolci con uvetta o noci, preparati con ingredienti locali e un pizzico di nostalgia. Anche sul lago, le feste passano spesso dalle mani delle nonne e dal forno acceso.

Tra i riti condivisi, ce n’è uno che si ripete di anno in anno: il dolce portato in dono. Un panettone artigianale o una torta fatta in casa, offerti a chi ospita il cenone o condivisi tra amici. Un gesto semplice, che racconta più di mille parole. Il cibo resta uno dei modi più autentici per celebrare. E il dolce – per chiudere l’anno o per cominciarlo – è spesso un momento da assaporare con lentezza. Con un bicchiere di vino passito, un liquore locale, o anche solo un buon caffè bollente. Chi si alza presto il primo gennaio lo sa: un cappuccino con una fetta di bossolà, in un bar con vista lago ancora avvolto nel silenzio, può valere quanto un brindisi. È un piccolo rito, personale o condiviso, che sa di casa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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