Bollette «gonfiate» per un abusivo: ora si apre un tavolo

Antonio Borrelli
Domani l’incontro tra A2A e i condomini Aler di via Carpaccio a Brescia: per protesta gli inquilini hanno deciso di sospendere il pagamento dell’acqua fino alla risoluzione del caso
Gli inquilini del comitato di via Carpaccio 27 © www.giornaledibrescia.it
Gli inquilini del comitato di via Carpaccio 27 © www.giornaledibrescia.it
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Prima di Natale da A2A era arrivata la promessa: fisseremo un incontro a inizio anno. E così sarà: una delegazione di condomini di via Carpaccio 27 è stata convocata per domani nella sede della multiutility. All’ordine del giorno l’intricato caso (che si protrae dal 2015) delle bollette dell’acqua «gonfiate» tra le utenze della palazzina. Il Giornale di Brescia se n’era occupato prima delle festività, raccogliendo da una parte la segnalazione dei residenti – che si erano accorti delle difformità tra i consumi effettivi di acqua per ciascuna utenza e quelli presenti in fattura – e dall’altra la disponibilità di A2A ad approfondire e a risolvere la vicenda. Anche perché, nel frattempo, per protesta gli inquilini hanno deciso di sospendere il pagamento dell’acqua «fino a quando non toglieranno gli aumenti e saremo risarciti».

L’incontro

Proprio per effetto dello «sciopero» dei pagamenti, a poche ore dall’incontro in via Carpaccio 27 si sono visti recapitare lettere di messa in mora, con le quali il creditore sollecita i residenti a pagare valutando di ricorrere ad azioni legali. Una missiva che ha nuovamente allarmato i condomini. «Oltre il danno la beffa», dicono con amarezza loro.

Non ci sarebbe però alcuna incrinatura nei rapporti tra le parti. A2A fa infatti sapere che «la messa in mora è una procedura che scatta automaticamente, come da regolazione Arera. Siamo ottimisti di poter risolvere positivamente la vicenda con soddisfazione di tutti». Una speranza condivisa.

Secondo quanto rilevato dai tecnici, infatti, le venti famiglie del condominio Aler avrebbero pagato al prezzo massimo di 3 euro circa 2.100 metri cubi di acqua riferibili a un condomino che usufruiva della fornitura senza avere alcun contratto. Non solo una questione di principio. Nei nove anni di costi spalmati a causa di un abusivo le famiglie hanno pagato una cifra non dovuta che potrebbe essere superiore a 5mila euro. «Un costo non indifferente», ripetono a San Polo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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