Paolo Crotti era in aula e, dopo la lettura della sentenza, si è detto «sconvolto». Lui, e gli altri genitori che si sono costituiti parte civile «non ce lo aspettavamo. Secondo noi quello che avevamo dimostrato nella fase delle indagini e poi quello che si era detto in aula era molto chiaro, per quello che abbiamo visto durante le udienze ci sembrava che si stesse delineando un altro esito».
Ora invece le famiglie si dicono «deluse dalla giustizia bresciana. Ma comunque non ci fermiamo. Abbiamo sempre combattuto contro tutto e contro tutti e così continueremo a fare. Ci siamo mossi contro il Comune e andremo avanti. Attendiamo le motivazioni della sentenza e decideremo come proseguire nella nostra battaglia. Speriamo di trovare una giustizia che subisca meno pressioni. Noi andiamo avanti».




