Cronaca

Bimba morta a Bordighera, madre e compagno arrestati per maltrattamenti

Tra gli elementi raccolti le testimonianze delle sorelline, l’autopsia e materiale trovato sul cellulare dell’uomo: c’erano foto con i lividi dopo i pestaggi e video nei quali la bambina di due anni era costretta a fumare
Una veduta esterna dalla villetta dove è morta una bimba di due anni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una veduta esterna dalla villetta dove è morta una bimba di due anni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Sono stati arrestati all’alba dai carabinieri Manuel Iannuzzi, 42 anni, e la compagna Emanuela Aiello, madre della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata morta il 9 febbraio scorso nella sua abitazione di Bordighera. Per entrambi l’accusa è di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

La donna era già detenuta nell’ambito della stessa inchiesta. Le indagini, coordinate dal procuratore di Imperia Alberto Lari, hanno portato alla ricostruzione di un quadro di presunti maltrattamenti continuati ai danni della bambina.

La dinamica della morte

Secondo quanto emerso, la mattina della morte la piccola avrebbe avuto un malore. «Per farla riprendere l’hanno tenuta sott’acqua, poi le hanno dato dello zucchero», hanno riferito le due sorelline della vittima nel corso del percorso psicologico intrapreso dopo il loro allontanamento dal nucleo familiare. Le minori hanno raccontato agli psicologi e successivamente al pubblico ministero una versione dei fatti diversa da quella fornita nelle prime ore dopo il decesso, che secondo gli investigatori sarebbe stata suggerita dagli adulti.

Sospetti e indagini

La morte della bambina aveva destato sospetti fin dall’intervento dei soccorritori del 118, chiamati per una presunta crisi respiratoria. Sul corpo della piccola erano infatti presenti lividi e altri segni che hanno portato all’apertura dell’inchiesta.

Gli accertamenti svolti dai carabinieri, supportati dalle analisi del Ris di Parma, dalle immagini di videosorveglianza, dalle testimonianze e dagli esami autoptici, hanno consentito di contestare la ricostruzione inizialmente fornita dalla madre. Tracce di sangue sarebbero state individuate sia sull’auto utilizzata dalla donna sia nell’abitazione del compagno a Perinaldo. L’autopsia ha inoltre evidenziato numerose lesioni e un grave trauma cranico, ritenuti incompatibili con una morte naturale.

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figurano anche fotografie che mostrerebbero la bambina con il volto tumefatto dopo presunti pestaggi e un video nel quale alla piccola sarebbe stata imposta una sigaretta mentre gli adulti ridevano e lei piangeva. Il materiale è stato trovato nel telefono cellulare sequestrato a Iannuzzi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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