Cronaca

Bimba di 4 anni morì per infezione: assolta in appello la pediatra

Ribaltata la sentenza di primo grado sul decesso della piccola Nicole. Il medico: «incubo finito»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Uno dei disegni della piccola Nicole - © www.giornaledibrescia.it
Uno dei disegni della piccola Nicole - © www.giornaledibrescia.it

Determinante è stato un confronto a sei. Due periti della Corte, due consulenti dell’accusa e altrettanti della difesa. E alla fine tutti d’accordo. «È insussistente il nesso causale tra la condotta del medico e il decesso della piccola paziente».

La sentenza

Per questo la Corte d’appello di Brescia, dopo otto udienze - lunghezza di un processo bis più unica che rara - ha ribaltato la sentenza di primo grado e ha assolto «perché il fatto non sussiste» la pediatra Anna Solzi, che era accusata di omicidio colposo per la morte di Nicole Zacco, la bambina di quattro anni stroncata nell’aprile del 2018 da un’infezione che si era sviluppata da un’otite. I giudici hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale che, alla luce delle conclusioni degli esperti, aveva chiesto l’assoluzione. «È la fine di un incubo. La dottoressa ora è in pensione, ma per lei gli ultimi sei anni sono stati davvero difficili perché ha sempre creduto di aver agito correttamente» commentano gli avvocati Fausto e Marta Pelizzari, difensori della pediatra che in primo grado era stata condannata a due anni con pena sospesa.

La vicenda

Per la morte di Nicole erano inizialmente finiti sotto indagine 15 medici, tutti quelli che avevano visitato Nicole, dalle pediatre, ai medici dell’ospedale di Manerbio, della Poliambulanza e del Civile. Unica a finire a processo fu Anna Solzi, medico che aveva visitato una sola volta la bambina - e non due come erroneamente ricostruito dal pm Claudia Moregola durante le indagini - e decise - era il 16 marzo 2018 - di non somministrare l’antibiotico alla piccola Nicole che morì poi il 5 aprile. Secondo quanto ricostruito dagli esperti medici non c’è prova che l’antibiotico sarebbe stato risolutivo. Con ogni probabilità la bambina è stata infatti colpita in una fase successiva alla visita dal batterio che ha portato - attorno alla fine del mese di marzo 2018 - al peggioramento delle condizioni e infine al decesso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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