Cronaca

Da ristorante a nuova attività: rinasce l’immobile dell’ex Pentolaccia

In via Monteroseo a Bedizzole si vuole rilanciare l’area ferma da tempo senza però toccare suolo agricolo. Il via libera dal Consiglio comunale
Alice Scalfi
L'immobile è in stato di degrado con criticità sismiche e idrauliche © www.giornaledibrescia.it
L'immobile è in stato di degrado con criticità sismiche e idrauliche © www.giornaledibrescia.it

Da storico ristorante all’ingresso del paese a possibile sede di una nuova attività produttiva. È questo il passaggio messo sul tavolo dal Consiglio comunale con il via libera unanime all’individuazione dell’immobile di via Monteroseo, l’ex Pentolaccia - poi Perla del Mare e Braciere - come patrimonio edilizio dismesso da rigenerare.

Una grande struttura in abbandono da anni, in zona Faeco al confine con Lonato e Calcinato, con un ampio parcheggio che ne racconta ancora oggi la dimensione e la vocazione originaria.

Lo stato

Per anni punto di riferimento della zona, oggi il complesso si presenta in stato di degrado e con criticità anche sismiche e idrauliche. Dietro una delibera dal lessico inevitabilmente tecnico si muove un’operazione molto concreta: rendere possibile il recupero dell’immobile attraverso gli strumenti previsti dalla legge regionale sulla rigenerazione urbana. In sostanza, creare le condizioni per rimettere in moto un’area ferma da tempo, senza consumare nuovo suolo. Tema che, non solo da queste parti, pesa.

A spiegare il senso dell’operazione è stato l’assessore all’Urbanistica Michele Crescini, richiamando un’istanza già presentata da un’attività produttiva con sede in un Comune limitrofo che valuterebbe di trasferirsi a Bedizzole proprio attraverso il recupero del compendio. «L’obiettivo è rigenerare volumi esistenti senza toccare suolo agricolo», ha sottolineato in aula, indicando proprio nel recupero dell’esistente il cuore dell’operazione.

Agevolazioni

Il dato politico è chiaro: si prova ad agganciare un possibile insediamento produttivo passando dal riuso, non dall’espansione.

La leva è quella dell’articolo 40 bis della legge regionale 12 del 2005, che consente incentivi e agevolazioni per il recupero di immobili dismessi con criticità. Tradotto: alleggerimento di oneri e costi di costruzione per favorire la rigenerazione.

Un meccanismo tecnico, sì, ma che può avere effetti molto pratici. E non irrilevanti, se si considera la collocazione strategica dell’area e la dimensione del compendio.

Nuove assunzioni

Sul tavolo c’è anche una possibile ricaduta occupazionale, richiamata durante la discussione, legata a nuove assunzioni connesse all’eventuale trasferimento dell’attività. Tema ancora tutto da concretizzare, ma sufficiente a dare alla delibera un peso che va oltre il semplice passaggio urbanistico.

Non secondario il voto unanime del Consiglio, circostanza non scontata e che segnala una convergenza sull’operazione. Più che una variante, un primo passo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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