CronacaBassa

Resta gravissimo il bimbo caduto in piscina a Castrezzato

Il piccolo di Rovato, nato nel 2020, era in un parco acquatico con il padre quando è sfuggito al suo controllo: è ricoverato a Bergamo in prognosi riservata
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Angoscia e speranza per il bimbo caduto in piscina
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Con i bambini è questione di istanti. E purtroppo sono bastati pochi secondi, venerdì pomeriggio, per trasformare un tranquillo pomeriggio di famiglia in una tragedia della quale non si conosce ancora l’esito, per la quale, al momento, si può solo contare sul massimo impegno di medici e infermieri, sulla speranza e sulla preghiera.

Una famiglia di Rovato sta vivendo ore terribili, nell’attesa di conoscere il destino del loro figlio di quattro anni che ieri è caduto in acqua nella piscina di un parco acquatico. E che non ha più ripreso conoscenza.

L’incidente

Secondo la prima ricostruzione sviluppata dai carabinieri di Castrezzato, con il supporto dei colleghi del Reparto Operativo provinciale, l’incidente è avvenuto nel pomeriggio di venerdì. Il bambino, nato nel 2020, era nel parco acquatico con il padre mentre la madre era al lavoro quando all’improvviso, si sarebbe allontanato senza che se ne accorgessero.

Purtroppo, con i bambini, basta davvero poco: un suono o un colore che attira l’attenzione, un altro bambino che gioca poco lontano. Con tutta probabilità non si saprà mai perché. Quello che è certo è che il piccolo ha fatto qualche passo fuori dalla vista del papà. Nella struttura affollata nessuno lo ha notato.

L’allarme

Pochi secondi dopo dalla piscina si è sentito urlare e chiedere aiuto, prima gli altri bagnanti e poi i bagnini si sono tuffati. Il piccolo galleggiava nella vasca a faccia in giù, esanime. Immediatamente sono scattati i soccorsi. Il bimbo è stato adagiato sul piano della vasca e si sono avviate le manovre di rianimazione: prima da parte dei bagnini e poi con l’intervento di medici e infermieri arrivati con l’elisoccorso. I tentativi sul posto non hanno dato gli esiti sperati ma comunque hanno permesso di tenere accesa la speranza e si è deciso il trasferimento d’urgenza in volo all’ospedale Papa Giovanni XXIIIdi Bergamo dove il bimbo è stato ricoverato in terapia intensiva pediatrica, in prognosi riservata.

La famiglia è originaria di Castelcovati ma da qualche tempo vive a Rovato, in via Gigli. Il padre è della Bassa mentre la mamma è di origini marocchine.

Attesa

Per provare a migliorare la situazione, comunque critica, è stata avviata la procedura della circolazione extracorporea. Il sangue viene pompato e ossigenato artificialmente mentre i medici operano su cuore o polmoni.

Ora non resta che attendere e sperare. Nel frattempo i carabinieri hanno identificato le persone presenti e i responsabili della struttura e della sicurezza. Un atto dovuto di fronte a tragedie di questo tipo.

Ogni anno in Italia annegano 330 persone. Di queste oltre la metà hanno meno di 12 anni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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