Delle bombe alla quiete del lago, un giorno di pace per i bimbi di Gaza
I volti stanchi, gli occhi pieni di storie troppo grandi. Quindici bambini palestinesi e dieci adulti – donne, adolescenti e un uomo – fuggiti dalla Striscia di Gaza, hanno vissuto ieri una giornata diversa: niente sirene, niente crolli. Solo quiete, natura e mani che si tendono in segno di umanità.
Arrivati in Italia tramite i corridoi umanitari promossi dal Governo, oggi sono ospitati a Padova, dove ricevono cure mediche: molti di loro sono feriti o gravemente malati a causa della guerra. Le loro condizioni fisiche parlano delle ferite visibili, ma quelle più profonde, invisibili agli occhi, sono le cicatrici dell’anima. Proprio per provare a lenirle, almeno un poco, la comunità islamica lombarda – in particolare l’associazione culturale An Nur di Costa Volpino e Rogno – ha organizzato una giornata speciale sul lago d’Iseo, in collaborazione con la moschea di Rogno, una delle più grandi della Lombardia.
La giornata sul lago d’Iseo
Il gruppo ha raggiunto Iseo in pullman, accolto da un clima tiepido e da sorrisi sinceri. Ad attenderli un piccolo tour in battello da Iseo a Costa Volpino, offerto dalla Navigazione Lago d’Iseo, per poi proseguire con una visita alla moschea. Una giornata semplice, ma potente: fatta di paesaggi tranquilli, parole sussurrate, giochi spontanei dei bambini sul pontile, e sguardi che cercavano sollievo.
Tutto è stato reso possibile grazie alla rete di solidarietà attivata da An Nur e al supporto del Comune di Costa Volpino, che ha coinvolto tutte le amministrazioni comunali del Sebino. Sindaci, vicesindaci e assessori di numerosi Comuni si sono dati appuntamento a Iseo per dare il benvenuto ai piccoli ospiti e dimostrare la propria vicinanza.
Emozioni

L’amministrazione iseana aveva preparato un momento ufficiale nella sala consiliare, ma alcuni ritardi in autostrada hanno modificato il programma. L’incontro è avvenuto sul molo del Porto Gabriele Rosa, dove l’emozione non è mancata. La scena di quei bambini, avvolti nei loro giubbottini colorati, con lo sguardo rivolto all’acqua e i piedi finalmente lontani dalla sabbia insanguinata di Gaza, è un’immagine che resterà a lungo impressa.
A fare da mediatore culturale e guida è stato Ahmed Sabour, coordinatore dei centri islamici di Brescia: «I nostri amici gazawi a Padova stanno ricevendo cure sanitarie, ma anche il benessere psicologico è fondamentale. Le moschee del Veneto si sono attivate per dare loro anche momenti di libertà, svago, contatto umano. Oggi la moschea di Rogno, insieme a tanti enti e cittadini, ha voluto dire "ci siamo"».
«Ci è sembrato doveroso metterci a disposizione per questa iniziativa che prova a restituire un briciolo di normalità e a costruire ponti, non muri», ha affermato il sindaco di Costa Volpino, Federico Baiguini. «Speriamo che per loro sia stata una giornata diversa – ha aggiunto la vicesindaca Laura Pellegrinelli – e che abbiano potuto vedere che nel mondo, oltre al buio, esiste ancora luce. E che questa luce passa dalle relazioni, dalla solidarietà, dall’accoglienza».
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