C’è anche un po’ di Brescia dietro il lieto fine della scomparsa della bambina di tre anni che martedì pomeriggio ha tenuto con il fiato sospeso il lungomare di Barcola, a Trieste. Tre dei quattro poliziotti intervenuti erano infatti bresciani, aggregati per il periodo estivo ai servizi di vigilanza disposti dalla Questura giuliana lungo la riviera: un istruttore della Polgai, che ha coordinato le ricerche, e due agenti della Questura di Brescia.
La vicenda
L’allarme è scattato quando una turista straniera, in vacanza a Trieste con la famiglia, ha fermato una pattuglia spiegando che la figlia di appena tre anni si era allontanata e non riusciva più a trovarla. Raccolta la descrizione della piccola e una sua fotografia, il poliziotto bresciano della Polgai ha organizzato immediatamente le ricerche, suddividendo gli operatori in due squadre per battere contemporaneamente le diverse zone del lungomare, mentre la sala operativa allertava le altre pattuglie presenti sul territorio.
La strategia si è rivelata vincente. Dopo una ventina di minuti uno degli agenti ha individuato la bambina nella pineta, nei pressi della fontana di Barcola, mentre giocava serenamente, ignara della preoccupazione che aveva provocato. La piccola è stata subito riaffidata alla madre, ancora visibilmente scossa, raggiunta poco dopo anche dal padre.



