Bagnante travolta da una barca nel lago d’Iseo: alla guida un bresciano

Al timone dell’imbarcazione che ha colpito la 64enne di Predore, morta in seguito alle ferite, c’era un uomo classe 1982: stava manovrando un mezzo prestatogli da un amico
I soccorsi a Predore - Foto Eco di Bergamo/San Marco
I soccorsi a Predore - Foto Eco di Bergamo/San Marco
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Si è tuffata nelle acque del Sebino quando, di fronte agli occhi del marito, è stata travolta da un’imbarcazione:è morta così ieri a Predore, in una torrida giornata di metà agosto, una donna di 64 anni, colpita da una barca a motore guidata da un uomo bresciano.

La ricostruzione

La donna, che stava trascorrendo una giornata in riva al lago con il marito e il cagnolino, al momento dell’incidente – avvenuto intorno intorno alle 17 – stava facendo il bagno nelle acque di fronte al bar Molo 31. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, un’imbarcazione a motore ha fatto manovra girando su se stessa, prendendo in pieno la 64enne e colpendola tra il collo e la testa.

Un villeggiante che ha assistito alla scena si è subito tuffato e l’ha riportata a riva, dove un altro uomo le ha praticato il massaggio cardiaco per nove minuti dopo aver tentato di tamponare le ferite. Sempre secondo le testimonianze raccolte, la donna sembrava reagire, ma le cose sono precipitate in fretta. I soccorsi sono stati immediatamente allertati e attivati, arrivando via terra e via acqua, ma la situazione era troppo grave: non c’è stato niente da fare.​​​​​​

Le autorità hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo: alla guida dell’imbarcazione c’era un uomo classe 1982 residente nel Bresciano. Il mezzo, secondo le prime indiscrezioni, non era suo, ma gli era stato prestato da un amico.

La vittima

La vittima, Frisca Lisa Laygo, è una sessantaquattrenne italiana di origini filippine. Casalinga, viveva a Predore con il marito Gian Carlo Lanza. Secondo quanto riportato dal figlio ventisettenne all’Eco di Bergamo, era una donna solare, amante del giardinaggio e dell’arte: era laureata all’accademia di belle arti di Manila e risiedeva in Italia dagli anni Novanta.

Il precedente

Impossibile, di fronte a un episodio di questo tipo, non ricordare l’incidente sul lago di Garda che nel 2021 costò la vita a Umberto Garzarella di Salò e Greta Nedrotti di Toscolano: in quell’occasione un motoscafo a bordo del quale c’erano due turisti tedeschi prese in pieno, durante la notte, il gozzo di Garzarella su cui si trovavano i due ragazzi. Per loro non ci fu scampo. Fu proprio quella tragedia a portare a una legge sull’omicidio nautico: per quella tragedia sono staticondannati in via definitiva i turisti Patrick Kassen e Christian Teismann.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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