Auto di lusso con i fondi Pnrr sul Garda, imprenditore condannato

Sei anni di carcere che vanno ad aggiungersi a quelli che, proprio in carcere, sta già scontando. Tanti ne ha chiesti per lui il sostituto procuratore Carlo Pappalardo. Tanti a Massimiliano Lo Maglio, 46enne imprenditore di origini torinesi che aveva cercato fortuna sul lago di Garda noleggiando auto di lusso, ne ha inflitti il giudice dell’udienza preliminare Stefano Franchioni.
Le accuse
Lo Maglio era accusato di bancarotta fraudolenta per aver distratto dalla sua azienda, la New Hammer di Desenzano, beni per poco più di 850mila euro, tra i quali una Porsche Taycan e un’Audi A5; di aver distrutto e occultato la contabilità aziendale; di averne creata ad hoc per simulare la floridità della sua impresa e ottenere, senza mai più restituire, prestiti garantiti dallo Stato ed erogati da Mediocredito Centrale e Simest per poco più di 730mila euro. All’imprenditore era imputato anche l’autoriciclaggio di quelle risorse ottenute illecitamente, per assicurarsi un elevatissimo tenore di vita.
Truffe
Nel novero delle accuse figurano anche diversi episodi di truffa. Si va da quella commessa a danno di un cliente cui non fu consegnata un’automobile già pagata, a quella ai danni dello Stato dal quale Lo Maglio, secondo gli uomini delle Fiamme Gialle di Desenzano e il sostituto procuratore Carlo Pappalardo, riuscì a farsi dare anche il reddito di cittadinanza: circa 4mila euro tra il giugno e il novembre del 2022.
Debiti con il Fisco
Il 46enne non si sarebbe limitato a chiedere e ad ottenere denaro pubblico, ma avrebbe fatto ricorso a più di un escamotage per non pagare i debiti contratti con l’Erario. In virtù di una precedente condanna per bancarotta fraudolenta e ad inadepimenti fiscali risalenti nel tempo, Lo Maglio aveva debiti per poco meno di 4 milioni di euro con il Fisco e, secondo gli inquirenti, ha fatto di tutto per mandare a vuoto i tentativi di riscossione forzata provata dall’Agenzia delle Entrate.
Tra il maggio del 2020 e il dicembre del 2022 avrebbe destinato 680mila euro, che sarebbero serviti per soddisfare parte delle pretese dell’Agenzia, alle sue esigenze personali attraverso bonifici su conti esteri e di prestanome compiacenti.
Lusso
All’imprenditore torinese, che ha confessato buona parte degli addebiti, la procura contestava anche alcuni episodi di appropriazione indebita, in particolare di auto di valore, quali un’Audi A5 cabriolet, un’Audi A6 Avant e un’Audi Q8.
Secondo la Guardia di Finanza nel business illecito di Massimiliano Lo Maglio spazio di un certo rilievo trova anche il ricorso alla falsa fatturazione. Il 46enne avrebbe emesso fatture false, ma ne avrebbe anche annotate al fine di abbattere il carico fiscale. Alla lunga ha ottenuto il risultato opposto: facendo lievitare il prezzo da pagare, se non al Fisco, di sicuro alla giustizia.
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