Addestramento concluso per i membri della riserva degli astronauti dell’Agenzia spaziale europea (Esa), tra cui la bresciana Anthea Comellini, unica italiana insieme ad Andrea Patassa. Superato il percorso formativo cominciato nel 2024 e svoltosi all’European astronaut centre di Colonia, sono ora pronti a essere chiamati a supporto delle future missioni dell’Agenzia in caso di assegnazione.
Il programma di formazione Art
Il programma di addestramento Art (Astronaut reserve training), avviato nell’ottobre 2024, ha previsto una formazione articolata in tre fasi. L’obiettivo è stato lo sviluppo di competenze interdisciplinari utili alla preparazione operativa nello spazio.
Il percorso ha incluso lezioni sui programmi dell’Esa e sulla vita a bordo della Stazione spaziale internazionale, attività di formazione medica e scientifica, moduli di robotica e simulazioni di attività extraveicolari svolte in ambiente subacqueo. A queste si sono aggiunte esercitazioni di sopravvivenza in contesti estremi, pensate per replicare condizioni operative complesse.
Anthea Comellini
Tra i partecipanti c’è la 32enne bresciana Anthea Comellini, originaria di Chiari, che ha sottolineato il valore personale del percorso. «Far parte della riserva di astronauti dell’Esa è un’opportunità straordinaria – ha detto –. L’addestramento è intenso ma molto gratificante: non solo permette di sviluppare competenze per il volo spaziale, ma ci spinge anche a crescere a livello personale. È stata un’occasione per conoscerci meglio, superare i nostri limiti e essere orgogliosi di ciò che possiamo realizzare. Lavorare all’interno di un gruppo così diversificato ha reso questo percorso ancora più significativo e ha rafforzato il modo in cui contribuiamo al futuro dell’Europa nello spazio».

Anche Andrea Patassa ha evidenziato la progressione dell’addestramento. «Ogni modulo ha portato nuove sfide e competenze», ha spiegato l’astronauta umbro. «Grazie ai diversi bagagli culturali siamo riusciti a completarci a vicenda e a imparare dai compagni tanto quanto dagli istruttori. Ora non vediamo l’ora di mettere in pratica ciò che abbiamo imparato».



