Dall’Assegno unico 225 milioni alle famiglie bresciane in sei mesi
Una volta c’erano le detrazioni in busta paga per ogni figlio a carico, da qualche anno a questa parte, invece, c’è l’Assegno unico, la misura economica istituita con la Legge Delega 46/2021. Ogni mese l’Inps dispone il pagamento di una somma il cui scopo è, appunto, aiutare i genitori alle prese con le tantissime spese che avere un figlio comporta. Non sono importi che cambiano la vita, sia chiaro, ma che, a volte, aiutano a rendere meno pesante arrivare a fine mese.
Nel Bresciano
Nei primi sei mesi del 2024 sono diminuiti i nuclei familiari che accedono al sostegno: da 134.515 del 2023 oggi sono 132.464 che ricevono, mediamente, 283 euro al mese. L’importo medio mensile dell’assegno per le famiglie senza figli disabili (125.679), per lo stesso periodo, sale: da 242 euro del 2022 si è passati a 265 del 2023 ai 275 del 2024. Altra situazione è quella dei nuclei con uno o più figli disabili, qui la platea è cresciuta: da 5.922 del 2022 si è passati a 6.643 del 2023 e a 6.785 del 2024 e, anche in questo caso, l’importo medio della misura è cresciuto (371 euro nel 2022, 400 nel 2023 e 417 nel 2024).
Insomma nel Bresciano, calcolatrice alla mano, sono arrivati da gennaio a giugno poco meno di 225 milioni. Ogni nucleo familiare, in media, risulta avere poco più di un figlio (1,63 per coloro che non hanno disabili; 1,75 per le famiglie con figli disabili). Veniamo ai minori, quanti sono?
Secondo i dati diffusi da Inps, sempre riferiti ai primi sei mesi dell’anno, i non disabili sono 210.019, in flessione, (nello stesso periodo erano 214.955 nel 2023 e 204.975 nel 2022), i disabili sono in crescita: 7.207 contro 7.035 nel 2023 e 6.242 nel 2022. Per ogni figlio nel 2024, in media, vengono erogati 169 euro (148 euro nel 2022 e 163 nel 2023) e per i disabili 256 (227 nel 2022 e 243 nel 2023). Insomma, ogni figlio, in media riceve 172 euro (erano 165 nel 2023). Tra gennaio e giugno in Italia l’Inps ha erogato 9,9 miliardi di euro, destinati a 9,8 milioni di figli e 6,2 milioni di nuclei familiari.
Come funziona
L’Assegno unico è per i figli a carico e riguarda tutte le categorie di lavoratori: dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’importo va da un minimo di 57 euro a minore ad un massimo di 199,40 euro. Per i figli a carico tra i 18 ed i 21 anni (non ci sono limiti d’età per i disabili) gli importi variano da un minimo di 27 ad un massimo di 91,90 euro al mese. Previste numerose maggiorazioni come per famiglie numerose, bimbi fino all’anno di vita o madri sotto i 21 anni.
Vale la pensa sottolineare che l’Assegno unico per i figli a carico, in quanto misura universale, può essere richiesto anche in assenza di Isee o con Isee superiore a 45.574,96 euro, in questo caso viene corrisposta la cifra minima.
La domanda può essere presentata in autonomia sul sito di Inps, oppure rivolgendosi a un Caf ; l’assegno viene erogato mensilmente su conto corrente, libretto o carta con Iban o bonifico domiciliato. Decide il beneficiario. Per i separati l’importo viene diviso al 50%; in caso di affidamento esclusivo il richiedente può chiedere il pagamento del 100%. Per i nuovi nati il beneficio spetta dal settimo mese di gravidanza. A partire da marzo 2023, chi già beneficia dell’assegno non ha bisogno di rinnovare la domanda, resta obbligatorio il rinnovo dell’Isee.
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