Si aggrava la posizione del 24enne pizzaiolo della provincia di Bergamo che la Digos di Brescia, competente per i reati di terrorismo in tutto il distetto della Corte di Appello, aveva arresto nel 2024 quando le indagini accertarono che stava programmando di entrare in azione «contro gli infedeli».
Le successive analisi dei suoi dispositivi elettronici hanno infatti evidenziato che il ragazzo non era un lupo solitario ma che faceva parte di un gruppo «I pericolosi d’Egitto» che stava pianificando azioni terroristiche.



