Areu dice addio al presidio di Bagolino e all’associazione di volontari

Dal 1° gennaio l’Alta Valle Sabbia ha perso uno dei suoi presìdi storici di emergenza-urgenza come effetto diretto dell’ultimo bando di Areu, l’Agenzia regionale emergenza urgenza, che ha introdotto criteri organizzativi più rigidi e ridefinito l’assetto del servizio.
Alta Valle Sabbia Soccorso odv di Ponte Caffaro, che conta 60 soccorritori volontari e ha sempre fondato il proprio modello sull’assenza di personale dipendente, si è scontrata con le nuove richieste di Areu: copertura sette giorni su sette, 24 ore su 24, con partenza dal posto e personale costantemente presente in sede. Condizioni che l’associazione non era in grado di garantire e che hanno portato alla decisione di non aderire alla nuova convenzione, scegliendo di attendere e tentare un confronto per soluzioni diverse.

Il valzer delle postazioni
Il bando è stato però aggiudicato a Centro Soccorso Italia odv, associazione con sede a Lamezia Terme, in Calabria, composta quasi esclusivamente da dipendenti. Da qui la cessazione del servizio di emergenza da parte dell’associazione valsabbina, che chiude una storia iniziata nel lontano 1973, pur continuando l’attività al di fuori dell’emergenza con trasporti programmati e assistenza sanitaria durante le manifestazioni.
In Alta Valle Sabbia le postazioni sono storicamente sempre state due: Bagolino e Ponte Caffaro. La nuova convenzione ha però individuato come postazioni operative Anfo, in via Mabellini, dove si è insediata la nuova associazione, e Ponte Caffaro, che al momento risulta scoperta, riaprendo la questione della distribuzione dei presìdi. Attualmente quella di Bagolino è ancora operativa ma, con la convenzione in scadenza a giugno, potrebbe essere trasferita proprio a Ponte Caffaro, con il rischio di lasciare scoperto un territorio ampio e montano, dal Maniva al Gaver. Uno scenario già visto quattro anni fa con un precedente bando di Areu, poi corretto solo grazie a un intervento politico.
Appello per salvare il presidio
In questo contesto, Alta Valle Sabbia Soccorso odv ha avanzato la proposta di spostare la postazione da Anfo a Ponte Caffaro, mantenendo quella di Bagolino, come è sempre stato, offrendo la disponibilità di una ventina di volontari già formati e individuando una possibile sede. Senza il via libera di Areu e di Aat Brescia, però, ogni ipotesi è rimasta bloccata, nonostante l’intervento della sindaca di Bagolino, Claudia Carè, e il favore espresso dall’associazione calabrese.
È a questo punto che emerge anche il nodo economico. La nuova convenzione vale 444mila euro, a fronte dei 63mila riconosciuti fino al 2025 all’associazione valsabbina, alimentando ulteriori interrogativi. Una vicenda che richiama l’attenzione sulla distanza tra le decisioni assunte «dall’alto» e le esigenze di un territorio montano come quello alto-valsabbino, dove la presenza sul posto e la rapidità degli interventi incidono direttamente sulla sicurezza delle persone.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
