Cronaca

Annegato nell’Oglio: «Una catena umana per salvare i due amici»

Così racconta il soccorritore che si è buttato in acqua per aiutare i ragazzi che si erano tuffati per recuperare Samadou Guebre, il 21enne del Burkina Faso deceduto ieri
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

I soccorritori lungo l'Oglio - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
I soccorritori lungo l'Oglio - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

«Ci siamo buttati nel fiume io e un mio amico per salvare uno dei ragazzi, per il secondo, trovandosi in un punto pericoloso, abbiamo creato una sorta di catena umana con altre persone che si trovavano lì vicino per portarlo a riva. Gridavano, erano sotto shock per il loro amico. Purtroppo per lui non abbiamo potuto fare niente».

La voce a tratti è calma, anche se le parole escono veloci. Beniamino Caari, 29enne di Palazzolo con un passato nella Protezione civile comunale, è uno dei ragazzi che ieri ha salvato i due amici di Samadou Guebre, il 21enne della Burkina Faso annegato nelle acque del fiume Oglio mentre stava facendo il bagno. Lui e gli altri hanno salvato due vite, due giovanissime vite di 22 e 16 anni, ma quando hanno capito che in acqua c'era un altro ragazzo sono rimasti attoniti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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