Cronaca

Annegata nel canale, la donna «tradita» dall'acqua alta

La vittima, 63enne di origine russa che ha perso la vita a Verolavecchia, si chiamava Tatiana Kucherenko e stava tornando a casa in monopattino dopo aver fatto la spesa
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

La vittima ha perso il controllo del monopattino - © www.giornaledibrescia.it
La vittima ha perso il controllo del monopattino - © www.giornaledibrescia.it

L’ha tradita l’acqua. Quella che in questo periodo scorre nei fossi che costeggiano i campi della bassa in attesa della mietitura delle prossime settimane. Se il canale fosse stato in secca probabilmente sarebbe sopravvissuta, le ferite che ha riportato nell’incidente le hanno fatto perdere conoscenza, ma non sono sembrate tali da provocare la morte. Invece l’acqua che scorre ai due lati di via Trento ieri pomeriggio era alta 80 centimetri e lei, stordita o forse svenuta per la caduta, non è stata in grado di rialzarsi ed è annegata.

La caduta

È morta tra il supermercato in cui aveva fatto la spesa e la casa in cui abitava Tatiana Kucherenko, 63enne di origini russe ma da molti anni in provincia di Brescia, badante al servizio di famiglie che hanno bisogno di assistenza per i propri anziani. Ieri pomeriggio, poco dopo le 13.30, la donna stava percorrendo via Trento, da Verolavecchia verso Cadignano di Verolanuova, dove viveva.

Un nastro d’asfalto dritto che taglia i campi di granoturco e che svolta a gomito a destra o sinistra per seguire i confini dei terreni e il corso dei fossi. Prima supera il cimitero di Cadignano poi prosegue tra le piante ormai alte fino alle prime cascine di Verolavecchia. La donna si spostava con un monopattino elettrico, da Cadignano era andata a Verolavecchia al supermercato e, mentre tornava, tra le gambe, e attaccate al manubrio, aveva le borse di plastica con dentro la spesa.

Donna muore annegata a Verolavecchia
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Donna muore annegata a Verolavecchia

L’indagine

I carabinieri della Compagnia di Verolanuova stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio l’accaduto, il magistrato di turno ha stabilito che la salma rimanga a disposizione all’istituto di medicina legale del Civile per essere sottoposta ad un esame esterno ed individuare eventuali segni di un impatto con un veicolo, segni che però, al primo esame, non sono stati trovati.

Anche per l’assenza di detriti sulla strada e per gli altri elementi raccolti sul posto i militari ritengono che si sia trattato di una caduta accidentale, che la donna, forse sbilanciata dal peso delle borse, abbia perso il controllo del monopattino e sia finita nel canale, dove purtroppo è annegata. La donna, che aveva vissuto e lavorato anche in Valtrompia, non aveva parenti in Italia e sono stati i suoi datori di lavoro ad effettuare il riconoscimento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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