Ad Alfianello convegno e mostra per il meteorite caduto nel 1883

A quasi un secolo e mezzo dalla sua caduta, Alfianello ricorda il «bolide», ovvero il meteorite che il 16 febbraio 1883, verso le 3 del pomeriggio, cadde in un terreno di trifoglio a 250 metri dal centro abitato del paese.
La celebrazione
Domenica la Pro loco, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, organizzano dalle 15 in sala consiliare un incontro con due grandi scienziati ed esperti internazionali nel campo aerospaziale. Saranno presenti la professoressa Patrizia Caraveo e l’ingegnere Dario Kubler per parlare delle missioni delle agenzie spaziali e le opportunità che lo spazio offre. Saranno presenti anche rappresentanti di varie associazioni del settore: Meteoriti Italia, Donne fra le stelle e l’Associazione italiana modelli fedeli.

Un testimone oculare, Giulio Barbieri, intento a fare legna lì vicino, riferì che prima dello schianto avrebbe visto nel cielo una massa fumante e percepito un traballamento come di un treno su rotaie. Lo scoppio provocò una buca profonda circa un metro e mezzo e larga 70 centimetri. Le prime persone accorse iniziarono a disseppellire e frantumare con una leva di ferro il masso ancora caldo, un conoide irregolare sui 220 chili. In ricordo di questo evento sorge, nel giardino del palazzo comunale, un cippo marmoreo.
L’esposizione
Grazie all’Associazione italiana modelli fedeli, nel «territorio testimone di uno spettacolo cosmico», sarà possibile, per due settimane al giardino comunale, ammirare la riproduzione di un’icona assoluta: il primo veicolo che nel 1961 ha permesso all’umanità di varcare i confini dell’atmosfera. La capsula Vostok-1 3KA rappresenta l’inizio eroico di tutto, un pezzo di storia unica che conserva della storia dello spazio. La realizzazione dell’evento è stata possibile grazie alla sinergia che la Pro Loco e il Comune hanno costruito con le aziende del territorio, che hanno mostrato interesse e con generosità hanno contribuito.
La storia
La capsula russa Vostok–1 3KA è stato il primo veicolo spaziale a trasportare nello spazio un essere umano, Yuri Alekse Yevich Gagarin; è partita la mattina del 12 aprile 1961 dalla base di Baikonour. La selezione di Gagarin fu supervisionata dall’ingegnere capo del programma Sergei Koroleu, il quale specificò che i canditati per adattarsi allo spazio limitato della capsula, dovevano pesare meno di 72 Kg e non essere più alti di 1,70 metri. Per la paura di reazioni avverse dovute all’assenza di peso, i controlli manuali sulla navicella spaziale furono bloccati prima del lancio del volo e l’intero volo venne controllato dal personale di terra. La sonda consisteva in una cabina quasi sferica ricoperta da materiale ablativo. Tre piccoli oblo e antenne radio esterne.
Al termine di un’orbita intorno alla Terra, la navicella, rientrò nell’atmosfera per atterrare in Kazakistan 1 ora e 46 minuti dopo il lancio. Gagarin venne espulso dalla navicella a circa 7 km di quota per permettergli di atterrare con l’utilizzo di un paracadute.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
