Cronaca

Al Vantiniano la cerimonia per il ricordo delle vittime bresciane del Covid-19

Le istituzioni cittadine hanno deposto una corona di fiori davanti al monumento di Giuseppe Bergomi. La sindaca Castelletti: «Un evento traumatico per la nostra città e i giovani»
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Vittime di covid, le celebrazioni in Vantiniano

«È stata una grande tragedia, ma anche una grande prova di testimonianza e di coraggio». Con queste parole il vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, ha ricordato il dramma della pandemia che ha sconvolto la nostro provincia nel 2020.

Lo ha fatto durante la cerimonia di commemorazione delle vittime per il Covid-19 che si è svolta al cimitero Vantiniano, davanti al monumento di Giuseppe Bergomi «Cacciata dal paradiso» dedicato alle oltre 6mila persone (1200 solo in città) uccise da un virus all’epoca del tutto sconosciuto.

Il ricordo delle vittime del Covid al Vantiniano
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Il ricordo delle vittime del Covid al Vantiniano

La cerimonia a Brescia si è aperta con il rintocco delle campane, suonate contemporaneamente da tutte le parrocchie.

Istituita nel 2021, per la giornata di commemorazione è stata scelta come data il 18 marzo, giorno in cui, nel 2020, a poco meno di un mese dal primo caso di Sars Cov2 isolato in Italia, sfilavano a Bergamo i carri militari con le bare delle vittime, immagini che fecero il giro del mondo. Per Brescia quei giorni furono un bollettino di guerra, con oltre 50 morti che quotidianamente riempivano gli obitori degli ospedali, colmi quasi esclusivamente di persone infettate dal virus.

Giornata per le vittime del Covid, bandiere a mezz'asta
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Giornata per le vittime del Covid, bandiere a mezz'asta

«Dei milleduecento posti dell’ospedale Civile – ha ricordato Ottavio Di Stefano, presidente ordine dei Medici Brescia – 950 erano occupati da malati di Covid. Contro il virus combattevamo a mani nude ed era come aver fatto un balzo indietro di un secolo, a prima che inventassero l’antibiotico». Alla cerimonia ha partecipato anche Stefania Pace, presidente ordine degli Infermieri Brescia, che ha ricordato il sacrificio dei 9mila infermieri bresciani che hanno dedicato spesso la vita per curare i malati.
Per la sindaca Laura Castelletti «la pandemia è stata un evento traumatico e questa giornata è dedicata a chi ci ha lasciato, spesso senza il conforto dei propri cari vicino». Una giornata per le vittime, ma che, secondo Castelletti, non deve dimenticare le tante persone che hanno subito un trauma, con riferimento particolare ai giovani. «Loro hanno faticato più di noi adulti a trovare una propria dimensione vitale nell’isolamento forzato. I loro legami si sono ridotti a uno schermo dietro il quale è stato sempre più difficile manifestare disagio e inquietudine. Credo che alcuni esempi di disagio dei nostri giovani che sfociano in aggressività – ha concluso – siano il frutto in tutto o in parte di ciò che è stato loro tolto in quei mesi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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