CronacaGarda

Aggredisce un coetaneo in piazza a Desenzano, nei guai un 15enne

Il ragazzino, residente in città, aveva afferrato per il collo un altro giovane. Dopo la denuncia, i poliziotti hanno ricevuto una toccante lettera da parte dell’adulto che aveva soccorso la vittima
Un'auto della Polizia sul lungolago di Desenzano del Garda - © www.giornaledibrescia.it
Un'auto della Polizia sul lungolago di Desenzano del Garda - © www.giornaledibrescia.it
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Afferra per il collo un suo coetaneo e lo rapina: denunciato un ragazzino di 15 anni residente in città. Il fatto è successo a gennaio a Desenzano, in piazza Matteotti.

Il fatto

La giovane vittima, che era in compagnia di un gruppo di amici, dopo aver tentato più volte di liberarsi dalla presa, senza tuttavia riuscirci, è stata costretta a consegnare al suo aggressore (insieme a lui c’era un amico) due sigarette elettroniche e tutto il denaro contante che aveva in quel momento nel portafoglio. Ma proprio in quegli stessi attimi è giunto in soccorso della vittima il padre di uno degli altri ragazzi, il quale ha urlato al 15enne di riconsegnare al ragazzo tutto quello che gli aveva preso.

Il giovane malvivente, dopo aver risposto con frasi provocatorie ed essersi rifiutato di riconsegnare gli oggetti rubati, con un atteggiamento di strafottenza si è dato alla fuga fra le vie del centro cittadino seguito dall’amico, facendo perdere le proprie tracce. A quel punto gli agenti della Polizia di Stato, ascoltate le testimonianze delle vittime e dei testimoni, hanno visionato le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza urbana. Le indagini hanno permesso di risalire all’amico dell’aggressore, che è stato convocato negli uffici del Commissariato insieme a un genitore. Nel frattempo il giovane rapinatore, venuto a conoscenza delle indagini e di essere stato identificato, si è presentato al Commissariato accompagnato da un genitore: qui, dopo aver riconsegnato il bottino è stato denunciato.

Nei giorni a seguire i poliziotti hanno ricevuto una toccante lettera di ringraziamento da parte del genitore che aveva assistito alla rapina, il quale esprimeva la sua gratitudine per l’eccellente lavoro svolto. «Da subito il tatto utilizzato nell’ascoltare le giovani vittime, la sensibilità nel gestire i loro silenzi e paure, ha permesso ai minori di sentirsi al sicuro proprio nel momento in cui la loro fiducia nel prossimo vacillava, dando così un forte segnale di controllo del territorio e presenza rassicurante in un momento storico in cui la gioventù sembra smarrita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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