Cosa sta succedendo dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran

Il Medio Oriente è precipitato in una fase di conflitto aperto dalle conseguenze imprevedibili. In quella che appare come l'escalation più grave degli ultimi decenni, i media ufficiali di Teheran hanno confermato la morte della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, a seguito di un raid mirato condotto nella notte. L’operazione, attribuita a un’azione congiunta tra forze israeliane e assetti statunitensi, ha colpito il cuore istituzionale della Repubblica Islamica.
La replica di Teheran non si è fatta attendere: i Pasdaran hanno annunciato l’inizio dell'operazione di ritorsione, con il lancio di centinaia di missili balistici e droni verso il territorio israeliano e le installazioni militari Usa nel Golfo Persico.
Stati Uniti e Israele hanno sferrato una nuova serie di attacchi contro Teheran. In città si sentono forti e numerose esplosioni e nel cielo si vede una densa coltre di fumo. «Abbiamo iniziato a colpire il cuore di Teheran», ha dichiarato l'esercito israeliano.
In Pakistan
Almeno nove persone sono morte oggi dopo che i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine nei pressi del consolato statunitense in Mai Kolachi Road a Karachi. Lo riferisce il direttore esecutivo del centro traumatologico dell'ospedale civile di Karachi (CHK), Mohammad Sabir Memon, secondo quanto rilancia il sito Dawn.
Memon ha dichiarato a Dawn che nove persone sono morte e 32 sono rimaste ferite in seguito alle proteste nei pressi del consolato. Le ferite riportate da tutti erano state causate da «colpi di arma da fuoco». Le proteste seguono l'assassinio della Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, avvenuto ieri durante gli attacchi aerei coordinati tra Stati Uniti e Israele su Teheran.
🚨🚨 US CONSULATE IN KARACHI IS UNDER ATTACK RIGHT NOW pic.twitter.com/q7xtvb9FHG
— Iran Observer (@IranObserver0) March 1, 2026
Emirati Arabi: missili e droni su Dubai e Abu Dhabi
«La vostra guerra non è contro i vostri vicini», ha dichiarato oggi un alto funzionario degli Emirati arabi uniti (Eau) rivolto all'Iran, affermando che gli attacchi iraniani nel Golfo stanno isolando la Repubblica Islamica, nel secondo giorno della risposta di Teheran all'attacco israelo-americano.
«L'aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l'Iran in un momento critico», ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino. «Tornate in voi stessi (...) e trattate i vostri vicini in modo razionale e responsabile», ha aggiunto Gargash.
Il ministero della Difesa ha annunciato che l'aeronautica militare e le forze di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato e distrutto con successo 137 missili balistici e 209 droni lanciati verso il Paese dall'inizio dell'attacco iraniano.
Le autorità di Abu Dhabi hanno confermato che frammenti di un drone intercettato dalle difese aeree emiratine sono caduti sulla facciata di uno dei grattacieli delle Torri dell'Unione(Etihad Towers), complesso iconico nel distretto turistico e residenziale di Corniche. Un comunicato ufficiale emesso dal Comando Generale delle Forze Armate degli EAU e ripreso dai media locali spiega che una donna e suo figlio minore sono rimasti feriti in modo lieve.
Nuove esplosioni sono state udite anche a Dubai. Lo dicono fonti giornalistiche dell'Afp sul posto, mentre sono in corso nuove ondate di raid iraniani per vendicare la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei. Poco prima esplosioni sono state udite anche a Doha e nella capitale del Bahrein, Manama.
La società che gestisce l'aeroporto di Dubai ha confermato che un atrio dell'aeroporto internazionale di Dubai «ha subito danni lievi in un incidente, che è stato rapidamente contenuto», e che quattro dipendenti sono rimasti feriti: lo scrive Bloomberg sul suo sito web.
Lo stretto di Hormuz
Un membro del Majma' Tashkhis Maslahat-e Nezam (Assemblea per il Discernimento dell'Interesse del Sistema) e figura di spicco vicina alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Mohsen Rezaee, ha dichiarato che l'Iran «non permetterà più alle navi americane di entrare nel Golfo Persico», come ha riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars.
La minaccia arriva in un momento di massima tensione regionale dopo la morte del Guida Suprema Ali Khamenei, del comandante IRGC Mohammad Pakpour e di altri alti ufficiali in attacchi congiunti Usa-Israele, e in parallelo alle rappresaglie iraniane con missili e droni su basi statunitensi nel Golfo (Qatar, Emirati, Bahrain, Kuwait) e attacchi con UAV su obiettivi come Duqm in Oman.
Rezaee, ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie e veterano della linea dura, non ha specificato i mezzi con cui Teheran intende far rispettare il divieto, ma la dichiarazione implica un possibile blocco o interferenza nello Stretto di Hormuz, rotta vitale per circa il 20% del petrolio mondiale. Fonti iraniane e regionali collegano l'annuncio a precedenti minacce di chiusura dello Stretto.
Spazio aereo chiuso, italiani bloccati
Sono numerosi gli italiano bloccati nei paesi del Golfo per via della chiusura degli spazi aerei della zona per ragioni di sicurezza.

Un gruppo di 204 studenti italiani delle scuole superiori coinvolti nel progetto «Ambasciatori del futuro» dell'associazione World Student Connection è bloccato a Dubai, a causa della chiusura dello spazio aereo legata al conflitto in Iran. Il gruppo italiano sarebbe dovuto tornare domani, ma la partenza sarebbe stata spostata al 3 marzo.
A Dubai anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rimasto bloccato con la propria famiglia in attesa che riaprano i voli momentaneamente sospesi per fare ritorno in Italia. Il ministro era partito venerdì da Roma con un volo civile per andare a prendere i familiari ma l'improvvisa escalation militare ha lasciato a terra tutti i voli di linea.
Londra: «Due missili iraniani verso Cipro»
Il ministro della Difesa britannico, John Healey, ha rivelato che due missili provenienti dall'Iran sono stati lanciati in direzione di Cipro, dove si trovano le basi militari del Regno Unito. «Siamo abbastanza sicuri che non avessero come obiettivo le nostre basi», ha affermato Healey ospite di un programma televisivo mattutino, secondo quanto rilancia l'Independent. Healey ha osservato che però «questo dimostra quanto indiscriminata» sia la rappresaglia iraniana.
Strage in una scuola di Teheran
Il bilancio delle vittime dell'esplosione che ha colpito una scuola femminile nella città di Minab, nel sud dell'Iran, durante gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele è salito a 148, con 95 feriti. Lo riporta la Cnn citando un il procuratore locale.
La Cnn ha geolocalizzato il video dalla scena alla scuola Shajaba Tayyiba, che si trova a circa 60 metri da una base militare iraniana. Sembra che la scuola facesse in precedenza parte della base, ma le immagini satellitari mostrano che i due siti sono separati almeno dal 2016. I media statali iraniani avevano precedentemente riferito che il numero delle ragazze uccise era di almeno 118. Interpellato sull'attacco, il portavoce del CENTCOM, Tim Hawkins, ha dichiarato: «Siamo a conoscenza di segnalazioni di danni ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso. Prendiamo sul serio queste segnalazioni e le stiamo esaminando. La protezione dei civili è della massima importanza e continueremo a prendere tutte le precauzioni disponibili per ridurre al minimo il rischio di danni involontari».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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